Scuole chiuse e vacanze già in corso per molti bambini e adolescenti, la maggior parte dei quali sta per mettersi in viaggio con mamma e papà. Oltre al relax e alla tintarella, tuttavia, i genitori hanno spesso a che fare con piccoli inconvenienti quotidiani e bimbi scontenti.

Tra capricci, voglia di evadere dalla routine scolastica e desiderio di avere le attenzioni dei genitori tutte per loro, i {#bambini} possono mettercela tutta per far passare la voglia di partire a madri e padri che vorrebbero godersi le meritate ferie dopo un anno di lavoro. E se si aggiunge anche l’ansia che precede la partenza, tipica nei bimbi più abitudinari, una serena vacanza in famiglia può rivelarsi un incubo.

Un dilemma comune alla maggior parte dei genitori, inoltre, riguarda il giusto atteggiamento da tenere in vacanza, un periodo dell’anno caratterizzato dalla perenne lotta tra l’essere permissivi e mantenere una certa rigidità per evitare spiacevoli conseguenze al ritorno.

Cosa succede se al rientro dalle vacanze il bimbo non vuole più sapere di andare a letto presto? O se le sue sane abitudini alimentari sono ormai nel dimenticatoio? Per capire come affrontare al meglio i periodi fuori casa con i figli ci vengono in aiuto le parole di Silvia Fedele, psicologa clinica dell’età evolutiva che ha illustrato i passi fondamentali per trascorrere una vacanza divertente e sana.

Potrebbe sembrare strano, ma le vacanze fuori casa rappresentano uno dei pochi momenti in cui tutti i membri della {#famiglia} sono insieme ventiquattro ore su ventiquattro, soprattutto se i figli sono in età scolare ed entrambi i genitori lavorano. La convivenza, quindi, può non essere del tutto pacifica, ma trascorrere del tempo insieme è certamente fondamentale.

“I periodi di vacanza rappresentano indubbiamente la possibilità per le famiglie di riappropriarsi del tempo e di condividere spazi e orari in maniera più rilassata. Se è indispensabile che gli orari e i ritmi sonno/veglia dei bambini vengano mantenuti quanto più possibile simili agli orari consueti, è importante anche riuscire ad ammorbidire certe rigidità e non avere l’ansia di orari e impegni, pur continuando a regolare e scandire nel corso della giornata le attività dei propri figli”.



Un mix tra flessibilità e regole sembra la soluzione ideale, quindi, ma è anche vero che molto dipende dall’età dei figli. Quando si parte con bimbi molto piccoli, infatti, anche spostare di poco la routine quotidiana potrebbe causare piccoli problemi sia in vacanza sia al rientro. Se invece hanno più di sei anni, qualche concessione in più non può che giovare, e non sarà troppo difficile riprendere gradualmente i soliti ritmi cittadini a settembre.

Un ultimo consiglio. Meglio evitare di far saltare temporaneamente il riposino pomeridiano ai bimbi che sono abituati a dormire dopo pranzo. I rischi, in questo caso, sarebbero due: meno relax per mamma e papà durante il giorno, e il probabile definitivo abbandono di questa sana abitudine alla fine delle vacanze.