Non è solo la campagna elettorale milanese a presentare lotte senza esclusione di colpi. Anche il ballottaggio di Napoli, che vede contrapposti Gianni Lettieri e Luigi De Magistris, vede accuse reciproche dei candidati, sfociate in una querelle odierna in merito all’incendio che ha coinvolto ieri una sede elettorale del candidato del Pdl.

Il punto di ritrovo del Pdl in via Palepoli, infatti, è stato stanotte oggetto di un incendio sicuramente doloso, così come riferito dalla polizia e dalla Digos che, al momento, stanno indagando sui possibili responsabili di questo disastro. Nel deposito dei locali sarebbero state rinvenute tracce di benzina e ordigni bengala esplosi, segno di come le fiamme siano state tutte tranne che accidentali. A nulla è servito l’impegno del portiere dello stabile che, armato di estintore, ha cercato inutilmente di spegnere il fuoco, subendo inoltre una lieve intossicazione da fumo.

Galleria di immagini: Rogo da Gianni Lettieri

Nonostante i mandanti non siano ancora noti, la destra partenopea ha già trovato un colpevole: si tratterebbe di Luigi De Magistris, l’avversario di Idv al ballottaggio. È proprio lo stesso Lettieri ad affermarlo:

“Considero Luigi De Magistris moralmente responsabile degli episodi di violenza che dal 15 aprile in poi si sono susseguiti nei confronti miei e dei miei collaboratori, da ultimo l’incendio appiccato ai locali del mio comitato elettorale. Siamo tornati agli anni di piombo. Addebito a De Magistris la responsabilità di non avere mai preso le distanze dai numerosi episodi di violenza che hanno contrassegnato la campagna elettorale”.

Si tratta, tuttavia, di un’accusa prematura e forse immotivata. Ad appiccare l’incendio potrebbe essere stato chiunque: dal semplice vandalo alla criminalità organizzata, tacciare De Magistris di essere il mandante di un così vile gesto appare ampiamente esagerato. Così come lo è richiamare gli Anni di Piombo, oscura pagina della storia d’Italia ben più cruenta ed efferata. Ed è De Magistris stesso a rispondere a tono all’avversario politico:

“Avevo già previsto che avrebbero tirato fuori a poche ore dal voto un tentativo di inquinamento democratico, oggi presenterò un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli, sia sul voto di scambio che stanno portando avanti persone vicine al candidato Lettieri, sia sul tentativo di strategia della tensione messo in atto da ambienti e personaggi che stanno sostenendo la candidatura di Lettieri. […] Sono un magistrato, ho sempre lottato contro ogni forma di violenza e illegalità, sono sempre stato molto attento alle deviazioni istituzionali e alle strategie della tensione. Da questo punto di vista la mia lontananza da qualsiasi strategia di questo tipo è totale, e la mia storia lo dimostra, a differenza della storia di chi si accompagna con personaggi accusati di essere collusi con la camorra e addirittura con familiari implicati in traffici di droga”.