Saranno ridefiniti nel breve termine gli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Una ridefinizione ”necessaria” in quanto, secondo il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera ”l’incentivazione delle rinnovabili finora non è stata ottimale, soprattutto in termini di costi per il Paese”.

Il Ministro ne spiega le motivazioni: “Oltre ad aver privilegiato il settore elettrico, a scapito di quello termico e dell’efficienza energetica, l’Italia ha assegnato incentivi molto generosi, in particolare al solare, ma non ha previsto adeguati meccanismi di contenimento dei volumi”, causando, secondo lui, una vera e propria esplosione degli impianti ed un costo molto elevato per il Paese.

Inoltre, secondo Passera, il ritorno economico di questi investimenti sulla filiera italiana spesso non è stato ottimale, perché l’Italia non ha tecnologie adeguate, in particolare nel solare. E infatti, circa il 50% degli investimenti viene speso in apparecchiature importate.

In base a questa esperienza ”non proprio ottimale”, secondo il Ministro, il Governo intende rilanciare lo sviluppo delle rinnovabili, ma con un programma più attento all’efficienza dei costi e all’ottimizzazione del ritorno economico e ambientale per il Paese. Su questi criteri si baserà il modello di sviluppo nel campo delle rinnovabili, un modello che sembra più orientato alle fonti energetiche tradizionali, più che agli aiuti alle rinnovabili. Tant’è che il Governo intende rilanciare la produzione nazionale di idrocarburi.

E le parole del Ministro lasciano pensare a questa ipotesi: “L’Italia può diventare il principale hub per l’ingresso di gas dal Sud verso tutta l’Europa. Per realizzarlo, occorrono infrastrutture, regole e strutture di mercato: le infrastrutture fondamentali sono i rigassificatori di Gnl, i gasdotti di importazione e gli stoccaggi”.

In allarme gli operatori delle rinnovabili, e non solo loro, ma anche l’indotto in termini anche di occupazione, in quanto il settore delle energie rinnovabili ha fin qui dimostrato di avere un potenziale occupazionale altissimo, con evidenti vantaggi economici per le famiglie e il Paese. Quali, al di là di qualunque ipotesi, le novità dai tre decreti ministeriali che ridefiniranno gli incentivi destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili?