Di fronte ai continui cambiamenti delle norme relative al fotovoltaico, gli operatori di settore sono in allarme. In testa l’associazione ANIE-GIFI, che denuncia la situazione di instabilità in cui versa il comparto delle energie rinnovabili, un settore di vitale importanza e trainante a 360° dell’economia nazionale.

Un settore, tra l’altro, ad altissimo potenziale d’occupazione, che viene messo a rischio per le continue incertezze normative. Attaccato da diversi fronti, pur contribuendo all’indipendenza energetica del nostro Paese, il settore fotovoltaico viene messo a forte rischio, in quanto l’industria, e non solo quella fotovoltaica, non può investire nel lungo termine se i riferimenti normativi non sono garantiti per un adeguato arco di tempo.

Manca soprattutto il giusto riconoscimento dei meriti di un comparto, come quello del fotovoltaico, che ha coperto il 3% della domanda elettrica nazionale, con punte del 6% nell’agosto 2011 e un incremento rispetto all’anno precedente di circa il 400%. Non sono solo numeri, ma fatti concreti, non solo per le loro ricadute ambientali, ma anche per il risvolto economico e occupazionale, come già evidenziato. Sta di fatto che sono ben 20.000 gli impiegati di settore, di età media inferiore ai 35 anni.

Sono finora oltre 280.000 gli impianti fotovoltaici sulle coperture di edifici e sui tetti residenziali, a dimostrazione della forte sinergia propulsiva per il rilancio dell’economia nazionale che rappresenta l’autoproduzione ed il consumo contestuale di energia elettrica prodotta dagli impianti stessi.

I vantaggi economici, secondo l’associazione ANIE-GIFI, riguardano soprattutto la piccola e media impresa, che riesce a ridurre la bolletta energetica proprio attraverso l’autoproduzione con il sole: un risparmio energetico notevolissimo a fronte del costo elevato dell’elettricità prodotta con fonti fossili. Lo dimostra il fatto che in Italia siano stati installati oltre 200.000 impianti fotovoltaici per la generazione distribuita in poco di più di un anno.

ANIE-GIFI e tutti gli operatori di settore chiedono allo Stato e alle istituzioni di contribuire con norme adeguate e coordinate a creare i presupposti per un mercato in cui le imprese possano operare e svilupparsi per il rilancio, il potenziamento e il coordinamento del Sistema Italia.