Secondo un’analisi condotta da Credit Suisse, per le rinnovabili si prospettano per il futuro ottime potenzialità, che tuttavia non possono escludere ancora del tutto l’aiuto degli incentivi statali. Certamente le rinnovabili arriveranno a sganciarsi fra qualche tempo dalle sovvenzioni, ma almeno per qualche anno, secondo la banca svizzera, rimangono vincolate al sostegno statale. Fino a quando, cioè, i prezzi dell‘energia solare raggiungeranno livelli pari o inferiori a quelli delle fonti tradizionali.

In conclusione lo sviluppo delle energie pulite per ora è legato al sostegno dei finanziamenti statali. E comunque restano pur sempre competitive rispetto alle fonti fossili. Peraltro, sempre secondo Credit Suisse, un dato è certo: molti governi europei che si trovano in grosse difficoltà hanno pensato di tagliare le spese e di ritoccare anche i finanziamenti alle rinnovabili, pur di fronte alla probabilità che le misure di riduzione dei costi in altri settori sarebbero assolutamente più efficaci.

In effetti, stando ai dati dell’Agenzia internazionale per l’energia – secondo l’analisi Credit Suisse – a livello globale nel 2010 le rinnovabili hanno ricevuto un sostegno di 66 miliardi di dollari, a fronte dei 409 miliardi andati invece al settore dei combustibili fossili. Pertanto l’energia eolica è più conveniente, anche perché, sempre secondo lo studio, sono in aumento i prezzi dell’energia elettrica prodotta con combustibili fossili.

Questo significa che i prezzi delle rinnovabili sono diventati più competitivi rispetto a quelli delle fonti fossili. Da tutto quanto evidenziato dallo studio Credit Suisse si può trarre una sola deduzione basata su dati concreti e non soltanto su ipotesi: le energie rinnovabili continuano a confermarsi il futuro non solo del nostro Paese ma di tutto il mondo.

Togliendo loro il sostegno di cui hanno bisogno, certamente ancora per poco tempo, si rischia non solo di bloccare il loro sviluppo ma addirittura di deviare il rilancio delle singole economie e dell’economia europea in generale. Senza contare, poi, le gravissime ripercussioni sul tema occupazione: è risaputo che le rinnovabili hanno raggiunto un altissimo potenziale di posti di lavoro. È forse il caso che i governi si concedano una pausa di riflessione sulle gravi implicazioni economiche anche a livello di investimenti.