Parallelamente alle inchieste sbloccate dal “fallimento” del lodo Alfano, è stata avviata un’inchiesta in Svizzera contro Mediaset.

L’accusa è quella di aver riciclato denaro ed è stata formalizzata dai giudici solo in questi giorni, dopo anni di indagini e in particolare saranno quattro i manager di Mediaset ad essere oggetto dell’inchiesta formale.

I fondi neri di Mediaset sarebbero relativi all’acquisto di film TV americani dal 1992 al 1999 con prezzi gonfiati in modo da frodare il fisco.

Walburga Bur, portavoce del ministero della Giustizia elvetico, ha dichiarato che il procedimento è stato aperto dal pubblico ministero svizzero lo scorso 2 settembre e che la società dovrà rispondere anche delle accuse di appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio.

Per difendersi dalle accuse, Mediaset ha diffuso una nota in cui è dichiarato:

In merito a notizie di stampa che annunciano nuove inchieste della Procura federale svizzera, Mediaset ribadisce la propria estraneità ai reati ipotizzati e precisa che nel cosiddetto processo Mediatrade è semmai parte lesa. Mediaset non ha mai accantonato fondi neri né in Svizzera né in alcun altro paese. E ha interrotto qualsiasi rapporto con i manager coinvolti nelle indagini. Invitiamo pertanto a evitare interpretazioni distorte che danneggerebbero ulteriormente la reputazione della nostra società.