A quasi tre mesi dalla tragedia giapponese di Fukushima, incidente radioattivo che ancora non ha trovato soluzione, un’altra preoccupante notizia arriva da una centrale nucleare molto più vicina a noi: stiamo parlando di Anshas, in Egitto.

Nel primo pomeriggio di oggi un’esplosione ha colpito un reattore della cittadina posta a nord de Il Cairo, così come dichiarato da alcuni informatori anonimi alla stampa. Una pompa del reattore avrebbe ceduto e, in questo momento, oltre 10.000 litri di acqua radioattiva sarebbero stati scaricati nell’ambiente e continuerebbero a fuoriuscire dalla struttura. Le notizie che giungono a noi del disastro, tuttavia, sono decisamente centellinate, ma se ne saprà sicuramente di più nelle prossime ore.

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Nel frattempo, è già montata la polemica, perché il reattore in questione sarebbe stato riattivato tempo fa senza un preventivo benestare del Centro per la Sicurezza Nucleare e senza in controlli di routine stabiliti dai protocolli internazionali sull’energia dell’atomo.

L’incidente sarebbe stato classificato come di “intensità 3” su una scala da 1 a 7, lo stesso risultato iniziale, poi peggioratosi con il tempo, con cui era stato definito il disastro di Fukushima, quest’ultimo riportato in galleria. La situazione, tuttavia, sembra essere meno pericolosa perché, al momento, non vi sarebbero danni al nucleo del reattore, bensì solo alle pompe di vapore della struttura.

Non è possibile ipotizzare al momento la tipologia, e il rischio, di contaminazione ambientale generato dall’esplosione. Di fatto, però, i 10.000 litri di acqua radioattiva già fuoriuscita e quelli in via di drenaggio potrebbero costituire un grave rischio alle falde acquifere della zona.