Un messaggio sociale lanciato a tutti, belli e brutti, grandi e piccoli (ma patentati) e, soprattutto, lasciatemela passare, a noi donne.

Piccolo inciso: uomini, questa è una presa di coscienza ed un’ammissione di colpa. Ebbene sì, noi siamo in grado di farle e, soprattutto, non ci facciamo problemi ad ammettere che molte di noi (facciamo le dovute eccezioni. La sottoscritta per esempio) al volante sono peggio di voi uomini alle prese con una ceretta calda.

Torniamo al punto: trattasi di una campagna per sensibilizzare gli autisti ad un uso saggio del proprio cellulare e, in particolare, delle varie app presenti su di esso. Il messaggio è il seguente: il Social uccide. E non si riferisce soltanto ai nostri due neuroni più soli di una particella di acqua Lete, bensì, anche alla nostra esistenza fisica. Sì, perchè aumentano sempre di più i crash causati da guida distratta causa utilizzo dei Social Network al volante.

Un esempio concreto: mi trovavo ad una cena di lavoro con una alquanto discutibile giovane donna medico. Ora, da una persona laureata, presumibilmente colta, e quasi senza dubbio affidabile in quanto dottore, chiunque si aspetta di potersi sentire più o meno al sicuro nell’affidare la propria vita. Magari non necessariamente in una sala operatoria, anche in una semplice gabbia metallica come un’automobile. Ebbene, la suddetta professionista da dovermi accompagnare nella mia camera d’hotel a fine serata, mi ha gentilmente portata nel suo ambulatorio per disinfettarmi una ferita, diretta conseguenza del tamponamento provocato dalla suddetta andata a sbattere con la sua Smart contro una Jeep enorme davanti a noi. Incidente banalissimo seppur molto fastidioso (soprattutto per la mia cervicale) causato dalla distrazione della guidatrice impegnata a rispondere al suo trombamico sulla chat di Facebook. Qualcosa di eccelso. Incredibilmente eccelso.

Conclusione: in auto chattate con moderazione. L’offline vi salva la vita.