Spike Jonze ha realizzato il suo sogno, producendo un film fantasy accantonando del tutto l’utilizzo della tecnologia digitale, tutti i suoi protagonisti sono infatti uomini o “pupazzoni” alti tre metri.

Jonze ogni volta che inizia a parlare del film “Il paese delle creature selvagge“, rammenta quando da piccolo, la madre gli raccontava la storia dalla quale la pellicola è nata, che riprende l’opera di Sendak, scrittore per l’infanzia. Il regista confessa di aver continuato a leggere il libro per tutta la vita, rimanendo folgorato dalle sue illustrazioni, e poi ci racconta di cosa abbia utilizzato per ispirarsi prima di realizzare il film:

Il cinema non è fra i miei ricordi più vividi di quando ero piccolo. E preparando nel paese…, non ho rivisto film fantasy, ma film che secondo me rappresentano i bambini in modo realistico, come “Black Stallion”, “ET”, “I 400 colpi” o “Il palloncino rosso”. Volevamo rendere un ritratto autentico dell’esperienza dell’infanzia, che ne comunicasse i momenti difficili, di tumulto interiore, tristezza e solitudine. Momenti che non sono quasi mai presenti nei film per bambini che vengono realizzati oggi, e che nessun genitore vuole pensare che suo figlio attraversi.

Agli interpreti del film Spike Jonze ha chiesto una sola cosa principalmente; quella di tirare fuori un interpretazione fisica, e così è stato. Il film rappresenta un gioiellino della filmografia dell’infanzia.