Nell’India sovraffollata del 2010, dove modernità e tradizione lottano per trovare posto all’interno della società, rimangono invariate le regole che definiscono l’appartenenza a una casta sociale.

Può sembrare assurdo ma ancora oggi i dalit, gli intoccabili, sono tenuti a distanza e considerati come reietti; occupano il gradino più basso e solitamente vivono di stenti o di lavori umili a mal retribuiti.

Può capitare, quindi, che una donna appartenente alla casta più bassa dia da mangiare al cane del padrone, e per questo maltrattata, multata e il cane allontanato e considerato al pari della donna: un inferiore.

Secondo quanto riferito dal Times of India, la vicenda è accaduta in un villaggio dello stato centrale del Madhya Pradesh. La donna, Sunita Jatav, aveva portato il pranzo al marito che lavora come bracciante nei campi del proprietario terriero Rampal Singh e, impietosita dallo sguardo docile del cane che le trotterellava accanto, gli aveva dato un roti, una pagnotta indiana.

Rampal Singh aveva assistito alla scena e si era infuriato con la donna, consegnandole il giorno dopo il cane che ormai considerava un “intoccabile” e per giunta si era rivolto a un magistrato locale per richiedere un risarcimento di 15 mila rupie (circa 250 euro).

La donna aveva contro querelato Singh rivolgendosi a un ufficio speciale della polizia che si occupa di soprusi contro le caste inferiori, che è sorto appositamente per tutelare i più deboli.

La disputa rimane aperta: ora il cane Shiru, un giovane labrador nero, vive legato a un palo nel villaggio in cui si è svolta la vicenda.