Dopo lo sgomento per le scioccanti immagini di guerriglia urbana alla manifestazione degli indignati di Roma, il day after fa emergere con prepotenza una sola domanda: chi sono questi violenti black bloc?

I numerosi video pubblicati dalle testate di mezzo mondo e rimbalzati qua e la sulle televisioni nazionali lo confermano: i violenti non fanno parte del movimento variegato degli indignati di ieri, tanto che in molti casi la gente comune in piazza ha cercato di fermarli con i pochi mezzi a loro disposizione, con un militante di SEL che ha perduto tre dita della mano nel tentativo di allontanare una bomba carta.

Galleria di immagini: Black Bloc fra gli indignati di Roma

C’è chi sostiene siano appartenenti alle frange di estrema sinistra, chi per contro sottolinea come siano esponenti dell’estrema destra, chi li accusa di essere semplici studenti in cerca di un pomeriggio di baldoria. Ma molte delle fotografie di chi si trovava sul posto, compresa quella di apertura di questo articolo, dimostra come vi fossero anche uomini di mezza età fra quelli definiti da {#Silvio Berlusconi} come il popolo dei “facinorosi” e, a meno che non si tratti di individui fuori corso da secoli, è abbastanza improbabile siano “solo” degli studenti.

Sui social network non si parla d’altro, soprattutto su Twitter dove l’hastag #indignati è da diverse ore trending topic. In un clima dove tutti sembrerebbero sapere, ma nessuno parla per timore, è L’Unità ad aprire le danze con una timida ipotesi: e se i violenti fossero degli infiltrati mandati ad arte per destabilizzare la manifestazione? A destare questa tesi è un’immagine, in cui un presunto poliziotto assisterebbe alla devastazione di una vetrina senza intervenire. Così scrive L’Unità:

«Il giorno dopo gli scontri tra forze dell’ordine e manifestanti a Roma, su Facebook compaiono le prime foto e i primi commenti su una possibile infiltrazione di poliziotti e carabinieri tra i violenti che hanno messo a ferro e fuoco le vie del centro della capitale. In un’immagine pubblicata sul gruppo “Indignados Italia” del popolare social network, è già scattata tra gli utenti la segnalazione di un uomo, cerchiato in rosso, che assiste inerme alla devastazione della vetrina di una filiale della banca Carime da parte di due giovani con il casco in testa. La didascalia che accompagna la foto recita: “Fate girare. Diamo un nome a questo signore cerchiato. Se è un poliziotto questo dimostrerà che tutto era preventivo”.»

E sempre dalle pagine di Facebook emergono le più svariate fotografie che alimentano dubbi sulla spontaneità di quanto accaduto: dal numero incredibile di caschi identici fra i black bloc alle immagini di presunti lacrimogeni scaduti lanciati dalla forze dell’ordine, passando agli scatti di violenti vestiti a “doppio strato”, così da cambiarsi facilmente dopo gli scontri e disperdersi indisturbati fra la folla. In definitiva, sembra sempre più probabile la possibilità che non si trattasse di ragazzini disorganizzati pronti a far danno, ma di qualcuno inviato sul posto per un preciso scopo. Un fatto, questo, che tuttavia rimarrà un’illazione, perché in una situazione del genere è assodato come gli eventuali mandati, in caso davvero esistano, non verranno esplicitamente smascherati.