Di sesso femminile, single, quarantaduenne o giù di li, con un discreto reddito e possibilmente medico o avvocato. Quello che potrebbe sembrare l’identikit della donna moderna in carriera e soddisfatta, altri non è che il ritratto della persona più infelice e frustrata del mondo.

Le tante donne impiegate nel settore giuridico o sanitario all’ascolto non saranno certamente al settimo cielo, soprattutto se ancora alla ricerca dell’anima gemella. Sono proprio loro le lavoratrici più infelici del mondo secondo un sondaggio promosso da Captivate Network e reso noto recentemente.

Tutto il contrario del profilo che caratterizza invece il lavoratore più sereno e soddisfatto sulla faccia della terra, al quale non manca certamente un ottimo stipendio e può vantare un paio di valori aggiunti di tutto rispetto: un figlio e un coniuge. Peccato che secondo l’indagine questo ritratto corrisponde solo a un esponente del sesso forte.

“Il lavoratore più felice ha 39 anni, è sposato, con un reddito familiare compreso tra 150 – 200mila dollari, è in una posizione di senior management, con un bambino piccolo a casa e una moglie che lavora part-time.”

Quello che scaturisce è un quadro abbastanza triste, soprattutto dal punto di vista femminile. Capire le ragioni che portano alla felicità un uomo di successo, padre e marito di una donna che non lavora tutto il giorno (e che quindi ha tempo da dedicare alla famiglia) è semplice, tuttavia l’aspetto più interessante è indagare la causa dello sconforto che invece si porta dietro la single in carriera. Non si tratta dello stress che nasce dalla difficoltà di conciliare lavoro e famiglia, ma proprio della mancanza di quest’ultima.

Secondo il sondaggio, inoltre, gli uomini sono più felici nel lavoro perché hanno maggiori possibilità di coltivare altri interessi oltre la sfera professionale, possibilità che invece molte donne non hanno. Quasi l’87 per cento degli intervistati ha affermato che trovare un giusto equilibrio tra lavoro e vita privata incide sulla salute, e sono in particolare le donne a lamentare stress, mal di testa, tensione muscolare, aumento di peso e depressione.

“Ciò che traspare dal sondaggio è la disparità tra uomini e donne quando si tratta di equilibrio vita-lavoro. Questa riflette la realtà che mentre le donne sono più attive degli uomini sul posto di lavoro, sono ancora chiamate a portare la maggior parte delle responsabilità per quanto riguarda le attività domestiche”.

La dottoressa Gilda Carle, psicoterapeuta specializzata in questioni di vita e lavoro, sottolinea quindi come le donne siano sempre penalizzate anche dal punto di vista del benessere sul posto di lavoro. Una possibile soluzione per ritrovare il buon umore anche in ufficio, e di conseguenza migliorare la produttività, è la promozione di programmi di benessere da parte delle aziende. Forse questa iniziativa eviterebbe il problema di trovare il tempo per andare in palestra dopo il lavoro, ma certo non aiuterebbe le donne single a realizzare il sogno di avere una {#famiglia}.

Fonte: Jezebel