L’obesità e la fertilità nelle donne sarebbero strettamente collegate secondo uno studio pubblicato sul Journal of Humane Reproductive Sciences e presentato a Roma nel corso del convegno “Fertilità e disturbi alimentari“. L’obesità nelle donne oltre ad abbassare la capacità riproduttiva avrebbe anche effetti sul tempo necessario al concepimento e non solo, anche in caso di fecondazione assistita a causa del minor numero di follicoli prodotti, si avrebbero tassi di fecondazione più bassi e una qualità degli embrioni scarsa con un alto tasso di abortività.

La dottoressa Maria Giuseppina Picconeri, organizzatrice del convegno, ginecologa specialista in medicina della riproduzione, ha spiegato la relazione tra obesità e infertilità affermando che la ricerca ha riscontrato nelle donne obese un’ eccessiva difficoltà nel concepimento spontaneo, e nel rispondere positivamente alle cure. Questo perché tali donne presentano una minor quantità di ovociti e una scarsa qualità di embrioni.

L’effetto negativo dell’obesità sulla fertilità delle donne è dato dall’alterazione nella produzione di alcuni ormoni deputati al regolare funzionamento del ciclo mestruale, a causa della quale si può arrivare addirittura all’assenza totale di mestruazioni. Inoltre è stata dimostrata anche una correlazione con la sindrome dell’ovaio policistico che a sua volta è causa di infertilità.

Purtroppo anche altri disturbi legati all’alimentazione hanno questo effetto distruttivo sul ciclo riproduttivo, come ad esempio l’anoressia e addirittura la celiachia. Considerando poi che l’obesità è un problema in costante crescita che a oggi tocca circa il 10 per cento della popolazione ci si rende conto di quanto sia importante agire su questo fronte.

Il ciclo mestruale e la fertilità sono strettamente legati a fattori psicologici come l’ansia lo stress e i disordini alimentari che possono incidere sulla funzione ovulatoria fino al 30 per cento. Le donne affette da anoressia soffrono di amenorrea ipotalamica con conseguenze sul regolare ciclo mestruale.

Nel caso delle donne celiache, invece, il rischio è quello della poliabortività. Questa patologia alimentare infatti distrugge la placenta e per evitare che questo accada occorre prevenire attraverso la corretta alimentazione e l’eliminazione del glutine dalla dieta.

L’importanza di questa ricerca risiede nel fatto che può essere affiancata a tutti gli studi che si fanno in caso di infertilità della donna e si è stimato che nei casi in cui si sia ripristinato un peso normale in maniera graduale e duratura, il 70 per cento delle donne ha recuperato anche la capacità riproduttiva.

Infine è stato appurato che l’obesità agisce come fattore inibente della fertilità anche negli uomini che risultano avere spermatozooi più lenti e in numero inferiore, oltre che vedere compromessa anche la funzione erettile.