Avere difficoltà nel rimanere incinta non significa avere problemi di infertilità. Secondo gli esperti solo dopo dodici mesi di tentativi di {#concepimento} falliti è consigliato rivolgersi a uno specialista, lasso di tempo che può ridursi di sei mesi nel caso in cui l’aspirante mamma abbia un’età superiore ai 35 anni.

Il tempo necessario per concepire un figlio è infatti variabile, nonostante esistano statistiche precise anche per quanto riguarda il numero di rapporti necessari per restare incinta. La prima causa di infertilità, o comunque di problemi relativi al concepimento è comunque l’età materna.

Il periodo più fertile per una donna coincide con il quinquennio tra i 20 e i 25 anni, dopodiché ogni anno che passa le possibilità di fecondazione si riducono sensibilmente, calando decisamente dopo i 35 anni. Le cause dell’infertilità possono essere raggruppate in quattro gruppi principali, che riguardano problematiche dell’utero, tubariche, ovariche e ormonali e, infine, legate in modo specifico alla cervice e alla vagina.

Per potenziare la fertilità femminile è necessario prestare molta attenzione al proprio peso, evitando di accumulare troppi chili in più e anche di ritrovarsi in stato di sottopeso prima di affrontare una gravidanza, condizione che può compromettere la regolarità mestruale e quindi l’ovulazione.

Altre abitudini che possono modificare la fertilità sono il fumo, l’abuso di alcolici e il contatto con una situazione di inquinamento ambientale che supera i livelli di guardia. Per quanto riguarda lo stress come causa di infertilità i pareri degli esperti sono spesso in contraddizione, tuttavia una condizione psicologica particolare può influire sul ciclo mestruale, alterandolo.

Per quanto concerne le malattie sessualmente trasmissibili, come la clamidia, il loro effetto sulla fertilità femminile non è da sottovalutare, soprattutto considerando i possibili danni all’equilibrio chimico vaginale. Una corretta prevenzione, e controlli periodici, aiutano a tenere lontani questi disturbi.

Una delle prime cause di infertilità è l’endometriosi, una patologia molto diffusa, come anche la sindrome dell’ovaio policistico: si tratta di una disfunzione a livello ovarico causata da una produzione di ormoni maschili eccessiva che rende molto difficile il concepimento. L’iperprolattinemia, invece, consiste nell’aumento irregolare della produzione di prolattina da parte dell’ipofisi, una sostanza che viene generalmente prodotta in gravidanza e soprattutto durante l’allattamento. L’insorgere di questo disturbo causa problemi alla funzionalità ovarica.

Anche l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo, che rappresentano due differenti disfuzioni della tiroide, possono essere causa di un ciclo irregolare rendendo quindi difficile l’ovulazione.

Fonte: Fertilitylifelines