Le infezioni vaginali sono un ostacolo che molte donne si trovano a dover fronteggiare. La delicata conformazione intima femminile richiede un’accurata igiene e una continua serie di attenzioni per prevenire quelle che, in certi casi, possono tramutarsi in malattie o fastidi perenni.

Innanzitutto, per mantenersi in salute, è bene ascoltare il proprio corpo e comprendere i probabili sintomi di un’infezione. Prurito, bruciore, perdite, eritemi, bolle possono essere un campanello d’allarme al quale bisogna prestare la massima attenzione. Ma quali sono le principali infezioni vaginali? Ne esistono di vari tipi, ma le più comuni sono tre: la vaginosi batterica, la candidosi e la tricomoniasi.

La vaginosi batterica è la forma di infezione più diffusa. Solitamente, l’ambiente intimo femminile è caratterizzato dalla presenza di batteri “buoni”, i lactobacilli. Quando una donna è affetta da vaginosi batterica, i batteri buoni diminuiscono e aumentano quelli nocivi. Le infezioni di tipo batterico si trasmettono principalmente tramite rapporti sessuali.

La candidosi è un’infezione causata da un fungo, chiamato candida albicans. I funghi possono essere dovuti a molteplici cause: l’uso di contraccettivi orali, che, alterando l’equilibro della mucosa vaginale, possono abbassare le difese immunitarie, gli antibiotici, l’acqua infetta o sporca (ad esempio quella del mare).

Infine bisogna segnalare la tricomoniasi, causata da un parassita chiamato Trichomonas, presente tra spugne e costumi da bagno umidi, salviette intime e tavolette del water.

Per proteggersi da tali infezioni vaginali è d’obbligo mantenere un’igiene appropriata. Non basta lavarsi, bisogna anche utilizzare il sapone intimo più adatto, che abbia l’acidità giusta rispetto al ph femminile. La maggior parte delle volte, tra i sintomi delle infezioni vaginali, compare proprio il ph alterato, maggiore di 4.5. Utilizzare un detergente intimo che mantenga il ph femminile tra il 3.5 e il 4.5 è fondamentale, tenendo sempre presente che nella donna il ph tende a modificarsi nel corso del tempo.

Oltre l’igiene intima, è bene assumere comportamenti “idonei”. In primo luogo, cercare di avere rapporti sessuali protetti, specialmente se il partner è occasionale. Inoltre, l’uso di pantaloni o collant troppo stretti può portare allo sfregamento con la parte intima e causare vaginiti e infezioni piuttosto fastidiose. Si consiglia di indossare solo biancheria intima bianca e di cotone. Bisogna, infine, stare molto attente alle controindicazioni degli antibiotici, al mare in cui si fa il bagno d’estate, all’igiene dei bagni pubblici.

È bene precisare che se una donna presenta alcuni dei sintomi suddetti non può agire da sola e deve rivolgersi necessariamente al ginecologo. Infatti, solo grazie al pap-test si può esser certi dell’infezione, la cui diagnosi sarà seguita da cure specifiche. Quindi, è sempre d’obbligo ascoltare il proprio medico: infatti, non sempre alcune cure sono adatte; ad esempio, per la tricomoniasi bisogna evitare irrigazioni e lavande, che invece vanno bene per altro.

A questo si aggiunga che, specialmente se si ha un compagno fisso, è necessario controllare il suo stato di salute e, se il medico lo ritenesse opportuno, indurlo a una cura preventiva.

Un discorso a parte merita il virus dell’HPV, vale a dire il Papilloma Virus. Si tratta di un virus sessualmente trasmissibile, spesso asintomatico, ma che, se non diagnosticato e curato, può portare al cancro del collo dell’utero. Sull’HPV si sta ultimamente facendo una grande campagna di sensibilizzazione e informazione.

La probabilità che una donna contragga l’HPV è molto alta, dal momento che, per questo virus, il profilattico non rappresenta una protezione sicura al cento per cento. Pertanto è sempre bene fare i dovuti test per diagnosticare il virus (non solo il pap-test, ma anche il test HPV) e, da qualche anno a questa parte, cercare di prevenire il virus con il vaccino.

Fonte: Tanto benessere; Ginecologia.