Un gene che permette di evitare l’influenza annuale. È questa l’interessante scoperta fatta dal team del Laboratorio di ricerca in Microbiologia e Virologia dell’Università San Raffaele creato dall’immunologo Roberto Burioni e da Massimo Clementi, preside della facoltà di Medicina e Chirurgia.

Una scoperta importante che potrebbe rivoluzionare anche il canonico vaccino antinfluenzale che, grazie a questo gene, si potrebbe fare soltanto una volta nella vita. Non è forse la cura definitiva, ma poco ci manca, come spiega lo stesso Burioni intervistato da “Il Resto del Carlino”:

«Abbiamo aperto la strada per la messa a punto di un vaccino unico contro i virus influenzali da farsi una volta nella vita. Grazie alla nostra scoperta, ora sappiamo che chi sta messo bene non è semplicemente fortunato, ma è ben predisposto a evitare l’influenza per merito di geni particolari. Abbiamo identificato un anticorpo in grado di bloccare il virus dell’influenza aviaria del tipo H5, oltre a neutralizzare quasi tutti i virus influenzali che hanno colpito l’uomo negli ultimi 90 anni»

L’entusiasmo da parte dei ricercatori è dunque comprensibile, e di certo Burioni non si nasconde e ammette che il suo team è riuscito in un’impresa eccezionale.

«A Milano è indubbio che abbiamo scovato una leva straordinaria nella prevenzione delle influenze virali. Come ci siamo arrivati? Abbiamo studiato il sistema immunitario di un individuo che affermava di non aver mai avuto l’influenza nonostante un’intensa esposizione al virus, accorgendoci che aveva una sorta di talento fisiologico. Il suo sistema immunitario reagiva all’attacco del virus in modo straordinariamente potente. Siamo riusciti dunque a isolare e clonare i geni dell’anticorpo scoprendo che siamo in grado di riprodurre la molecola in maniera illimitata in laboratorio. Questo ha avviato la procedura della sperimentazione chimica»

Burioni ha concluso spiegando che la sperimentazione è appunto imminente e il “super” farmaco potrà così essere somministrato ai soggetti più deboli ed esposti al virus, come anziani, bambini e malati.

Fonte: Il Resto del Carlino.