Il rapporto tra gli italiani e il mondo dell’informazione, in particolare quella televisiva, sta vivendo un periodo di decisa crisi. In questi giorni si fa un gran parlare del confine ormai quasi inesistente tra diritto di cronaca e show TV, oltre che di telegiornali e giornalisti sempre più schierati politicamente.

Il sondaggio annuale realizzato dall’Osservatorio Demos-Coop su italiani e informazione evidenza una sfiducia generale, che va a colpire soprattutto i TG nazionali più seguiti (TG1 e TG5), mentre trova delle eccezioni nei telegiornali di La7 e SKY.

Dall’indagine risulta che la televisione rimane sempre il mezzo di informazione principale, utilizzato da 8 italiani su 10; mentre uno su tre si informa regolarmente tramite quotidiani e la stessa quota si registra per Internet. Dati stabili quindi rispetto all’anno scorso, quello che cambia è il senso di affidabilità che danno i grandi TG: la fiducia nel TG1 è al 53%, 10 punti in meno se paragonata all’anno passato e -16 rispetto al 2007. Anche il TG5 perde 8 punti percentuali e ha il 49% della fiducia. In controtendenza invece il TG3 (al 63%) e bene i telegiornali locali.

Cresce la fiducia nei confronti del TG di La7 condotto da Enrico Mentana, in crescita anche a livello di ascolti, e le edizioni di SKY TG 24, che sono considerate meno schierate politicamente e quindi più affidabili. Buono anche l’apprezzamento nei confronti dei programmi di approfondimento come “Ballarò“, “Annozero” e “Report“, mentre “Porta a porta” e “Matrix” realizzano un calo di fiducia, sebbene leggero.

Il 55% degli intervistati considera poi che la posizione del Premier Silvio Berlusconi sui media danneggi la libertà di informazione e il 62% pensa che condizioni la vita politica del nostro paese. Una cosa che ormai comincia a diventare evidente alla maggior parte degli italiani.