Il capoufficio è il perno centrale intorno al quale ruota la vita professionale. A volte per soddisfare le sue aspettative bisogna lavorare molto, ma per irritarlo basta un attimo; un semplice passo falso e la carriera è segnata. Per farlo innervosire è sufficiente discutere sullo stipendio più alto di una collega.

Anche se si ha l’assoluta certezza di essere remunerati poco rispetto a chi svolge le stesse mansioni, discuterne con il capoufficio lo porrà in una situazione sgradevole arrivando anche a infastidirlo. Altro passo falso è quello di far presente l’eccessiva mole di lavoro che ci è stata assegnata. Meglio fare in modo che se ne accorga tramite altri modi, ma non dalle proprie lamentele.

Se, invece, si ha intenzione di cambiare lavoro, dirlo con i modi e i tempi giusti è la scelta giusta. Meglio avvisarlo quando si avranno certezze sull’esito positivo di un colloquio di lavoro, e mai in anticipo. Discorso diverso quando si hanno delle critiche inerenti la strategia che la società ha deciso di adottare. Sicuramente l’intento è quello di dare una mano, considerando costruttive le critiche, ma il capo potrebbe essere in disaccordo. Il problema riguarda i modi e i tempi; innanzitutto meglio dirlo con garbo e tatto.

Le critiche, infatti, sono considerate positive solo quando è il capo a chiedere un parere tramite la questionari aziendali o meglio, nel contesto di una riunione. Di solito un’azienda fissa riunioni periodiche proprio per discutere tutte le problematiche dell’azienda, e questa è la sede più idonea per esporre le proprie idee.

Se il capo è una persona sensibile potrebbe anche aiutare a risolvere alcune problematiche personali che potrebbero ostacolare il normale svolgimento delle attività lavorative. Dunque, confidarsi con il datore di lavoro può andar bene, ma mai esagerare. Non bisogna dire tutto e, in particolare, svelare aspetti della personalità che potrebbero fare apparire come un lavoratore svogliato o sul quale non poter fare affidamento.

Concludiamo la serie di mosse scorrette con quella più rappresentativa, ovvero l’ultimatum. Tranne nel caso in cui si è in disaccordo con tutto l’ambiente lavorativo, negli altri casi mai dare l’ultimatum. Se il vostro intento non è quello di lasciare il lavoro ma ottenere soltanto ciò che si chiede, è bene trovare altri modi per dirlo. Con l’aut aut si mette pressione al datore di lavoro e questo potrebbe indispettirlo e indurlo a licenziarvi.

Fonte: Savvysugar