Un concorso pubblico per l’insegnamento entro il 2012, a distanza di tredici anni dall’ultimo avvenuto nel 1999. Lo ha annunciato il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, precisando che potrebbero essere coinvolte circa 300mila nuove leve di aspiranti insegnanti.

Una novità nel settore dell’insegnamento che ha scatenato commenti di tutti i tipi, come era prevedibile, ma soprattutto lascia perplessi i tanti insegnanti precari che popolano le scuole della penisola, e i numerosi laureati alla ricerca di un’occupazione.

Stando alle parole del Ministro il prossimo concorso pubblico nella scuola si terrà nel secondo semestre del 2012, all’insegna della più assoluta trasparenza.

Un modo concreto per aprire le porte della scuola pubblica ai giovani, pressoché esclusi se si pensa che l’età anagrafica media dei professori si aggira intorno ai 47 anni. Da qui la necessità di introdurre nuovi docenti validi, giovani e soprattutto dotati delle qualifiche e delle competenze necessarie per lavorare nel campo dell’insegnamento.

«Voglio riaprire la scuola ai docenti giovani ed evitare di bloccare una generazione di neolaureati che oggi non ha alcuna possibilità di ottenere una cattedra: questo è senz’altro un tema su cui bisogna lavorare. L’ipotesi su cui si sta ragionando è di fare una ripartizione proporzionale tra posti recuperati dalle graduatorie e posti che potranno essere messi a concorso, per dare una risposta a coloro che sono nel mondo della scuola, ma anche per dare un avvio al percorso professionale dei futuri docenti.»

Nonostante il generale scetticismo, dovuto principalmente al cambiamento di rotta rispetto alla Riforma Gelmini, ci sono stati alcuni pareri favorevoli anche da parte di sindacati, sebbene siano in molti ad auspicare che, se questo concorso si farà, potrà concretamente offrire nuovi posti di lavoro ai tanti giovani insegnanti precari, come chiede Marcello Pacifico dell’Anief, il sindacato degli educatori in formazione.

«È una buona notizia ma prima il ministro dovrà inserire nelle graduatorie a esaurimento gli oltre 20mila futuri docenti che hanno svolto corsi Ssis negli ultimi anni. Tra i titoli preferenziali del concorso dovrebbero essere considerate le abilitazioni, i titoli professionali e le specializzazioni.»