L’inseminazione artificiale è la tecnica di riproduzione assistita più semplice; consiste nell’introduzione degli spermatozoi all’interno dell’utero, nel momento dell’ovulazione. A differenza della fecondazione in vitro, la fecondazione dell’ovulo avviene all’interno delle tube di Falloppio, “in vivo”.

E’ possibile realizzarle l’inseminazione artificiale in due differenti modi:

  • con il ciclo ovulatorio spontaneo;
  • con una leggera stimolazione, utilizzando basse dosi di ormoni (FSH), sempre sotto il controllo del ginecologo. In questo caso, l’obiettivo è di controllare dettagliatamente la crescita di un numero limitato di follicoli; per provocare l’ovulazione si somministra un’altro ormone (HCG) che provocherà il picco ovulatorio. Al termine, si esegue l’inseminazione tra 36 e 40 ore dopo.

Si deve consegnare il campione di seme, al laboratorio prescelto, 2 ore prima dell’ora fissata per fare l’inseminazione, al fine di eseguire la selezione spermatica. Successivamente, attraverso la centrifugazione in gradienti di diverse densità, si passa all’eliminazione del plasma seminale, degli spermatozoi immobili e con qualche alterazioni della forma o di altro genere.

Gli spermatozoi ritenuti idonei vengono diluiti nuovamente in volume ridotto e, attraverso un catetere molto sottile, vengono introdotti nella cavità uterina; dopo l’inserimento non è necessario stare a riposo. Infine, si sostiene la fase puteale con la somministrazione di progesterone vaginale al momento di confermare la gravidanza, 15 giorni dopo l’inseminazione.

TIPI DI INSEMINAZIONE ARTIFICIALE

  • Inseminazione artificiale coniugale – IAC: la percentuale di gestazione per questo tipo di inseminazione oscilla tra il 15 e il 20%;

  • Inseminazione artificiale con seme di donatore – IAD: si ricorre alla banca del seme quando non vi è alcuna possibilità di ottenere spermatozoi mobili né con la biopsia testicolare, né con l’eiaculato 0 non esiste un partner.

A cura di Jessica Di Giacomo

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