Quando si parla di acido folico la prima cosa che a cui si pensa è la spina bifida, un grave difetto genetico che un corretto apporto di questo elemento dovrebbe aiutare a prevenire. Uno studio recente, tuttavia, mette in dubbio l’effettiva efficacia degli integratori di folato per quanto riguarda questo tipo di prevenzione.

L’acido folico è in realtà una vitamina appartenente al gruppo B assimilabile attraverso alcune tipologie di alimenti, ma non solo, infatti proprio perché il suo fabbisogno durante la gestazione aumenta notevolmente, una futura mamma dovrebbe assumerla anche attraverso gli integratori.

Considerati utili per lo sviluppo di tutto il condotto neurale, l’effettiva capacità degli integratori nel prevenire problematiche a livello genetico è stata messa in dubbio da un team di studiosi della Boston University, che ha evidenziato come statisticamente non siano stati rilevati risultati ottimali. Non si parla quindi dell’acido folico contenuto negli alimenti, ma solo di quello assunto in altro modo.

Il team di ricercatori guidati da Martha M. Werler, infatti, ha potuto appurare come effettivamente l’assunzione di acido folico riduca il rischio di patologie genetiche nel neonato, ma solo se lo si assume attraverso determinati cibi.

Negli USA, ad esempio, ci sono stati meno casi di spina bifida in seguito all’iniziativa del governo di integrare i prodotti a base di cereali con il folato. Integratori esterni, invece, si sono rivelati del tutto inutili.

Si tratta di una teoria che contrasta con la consuetudine, comune nella maggior parte delle future mamme, di assumere compresse di acido folico ancora prima di rimanere incinta, per assicurare al feto un apporto ottimale di vitamine nelle prime settimane di vita, periodo molto delicato e fondamentale per la crescita e lo sviluppo del neonato.

Solo con l’alimentazione, tuttavia, non è possibile coprire il fabbisogno giornaliero di acido folico, pari a circa 0,4-0,8 mg. Tra gli alimenti che contengono questo tipo di vitamina B ci sono i cereali integrali, i broccoli, i legumi, il melone, l’insalata verde, le banane e gli spinaci. È necessario tenere a mente, tuttavia, che molti principi attivi spariscono con la cottura e con una prolungata esposizione ai raggi solari degli alimenti freschi.