La pasta è uno degli ingredienti principali della dieta di noi italiani. Difficilmente il  nostro pranzo potrebbe essere qualcosa di diverso e sono in molti anche coloro che la scelgono come piatto serale.

La pasta poi è il prodotto italiano che maggiormente viene esportato all’estero.

Noi italiani ne mangiamo circa 26 chili a testa ogni anno ma è al di fuori del nostro paese che il consumo schizza alle stelle: si parla di 1.776.000 tonnellate di pasta che ogni anno vanno a finire nelle tavole degli altri paesi dell’Unione Europea, Usa e Estremo oriente. Un quantitativo enorme che però non viene utilizzato all’italiana.

Da uno studio dell’Università Cà Foscari di Venezia è emerso che nei paesi in cui viene esportata la pasta questa è utilizzata secondo ricette fusion, cioè in modi che si trovano a metà strada tra le ricette tipicamente italiane e quelle del paese in cui viene cucinata.

Se in Giappone, ad esempio, la pasta è entrata già a far parte del menù delle mense scolastiche, in Turchia invece la pasta è ancora considerata come un prodotto esotico. In Cina, uno dei paesi in cui si ha la maggiore richiesta, la pasta è un prodotto che si consuma nel ceto medio ricco, con ricette che non hanno nulla a che fare con quelle italiane. Nel wok, fritta o condita con ketchup e yogurt la pasta, comunque, è un piatto sempre più apprezzato.