L’interruzione volontaria di gravidanza è una scelta molto importante, da fare dopo aver riflettuto sui motivi per cui si è scelto questo passo e soprattutto in piena coscienza. L’aborto volontario è un evento che potrebbe segnare permanentemente la vita di ogni donna che lo compie.

L’interruzione distrong> gravidanza, conosciuta come IGV è spinta da motivi differenti: giovane età, condizioni economiche sfavorevoli, padre indesiderato, una gravidanza extrauterina, malformazioni o malattie congenite e genetiche che comprometterebbero la salute del feto e l’assunzione di particolari categorie di farmaci. La donna deve poter essere libera di decidere se e come farlo, escludendo le questioni morali, religiose o etiche delle persone che le stanno attorno. Arrivare ad una tale decisione è di per sé molto difficile emotivamente ed essere giudicati o ricevere commenti negativi non farebbe altro che peggiorare la situazione: ogni donna è libera di scegliere come vivere la propria vita.

COME INTERROMPERLA

L’interruzione avviene mediante diverse tecniche, scelte in base al periodo di gestazione:

  • sin dall’inizio, si può intervenire attraverso lo svuotamento: il medico aspira il feto in pochi minuti;
  • fino all’ottava settimana, si interviene con la isterosuzione: viene aspirato anche l’endometrio;
  • superato questo periodo, tra i 2 o i 3 mesi, si interviene con metodologie simili, ma maggiormente invasive, come la D&R e D&S: nel primo caso, ovvero dilatazione e revisione della cavità uterina, la madre viene anestetizzata e si dilata la cervice, attraverso la quale vengono introdotte delle cannule per aspirare il feto. Nella D&S – dilatazione e svuotamento della cavità uterina – la dilatazione avviene meccanicamente: di asportano la placenta, il feto e il liquido amniotico; si sceglie di utilizzare questo metodo quando la gravidanza è in uno stato avanzato, come nel secondo trimestre.

Un’alternativa farmacologica alle metodologie descritte in precedenza è la pillola RU-486: si tratta dell’ormone conosciuto come mifepristone, il quale svolge la sua funzione abortiva coadiuvata dal misoprostolo o dal gemeprost, da assumere circa 2 giorni dopo l’assunzione del primo. L’aborto avviene nel giro di 1/2 giorni (attraverso un sanguinamento che precede l’assunzione della seconda sostanza) e dura poco più di 1 settimana. Il medico verificherà che l’aborto sia avvenuto correttamente visitando la paziente dopo 3 settimane.

A CHI RIVOLGERSI

E’ sempre meglio decidere di interrompere la propria gravidanza nelle prime 8 settimane dal concepimento, in quanto soltanto in questo periodo i rischi sono azzerati. E’ opportuno rivolgersi al proprio ginecologo e, qualora si rivelasse contrario alla pratica, si consiglia di consultare la lista dei consultori familiari presenti nella vostra città.  Il medico di una struttura pubblica ascolterà le vostre motivazioni e, per legge, dovrà lasciarti 7 giorni di tempo per riflettere sulla vostra decisione; soltanto dopo questo periodo potrà intervenire.

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