Il 3D, nuova moda tecnologica di Hollywood, riceve un altro brutto colpo. Dopo la notizia di ieri che vedeva il Consiglio Superiore della Sanità sconsigliare la visione di film in 3D ai bambini di età inferiore ai sei anni, arriva oggi un altro ‘paletto’ da rispettare.

L’Adoc, associazione dei consumatori, propone, infatti, di introdurre una pausa fra un tempo e un altro, che non sia inferiore ai cinque minuti. Attualmente non è infatti previsto alcun tipo di pausa durante la proiezione del film, la cattiva abitudine è portata avanti soprattutto dai cinema multisala.

La pausa consigliata dall’Adoc, consentirebbe agli spettatori di una pellicola di tutelarsi maggiormente da eventuali effetti collaterali. Queste le dichiarazioni rilasciate dal presidente dell’Adoc Carlo Pileri:

Molti cinema, soprattutto i multisala, non prevedono un intervallo nei film proiettati in 3D, con il rischio di ripercussioni dannose per i consumatori.

Le battaglie portate avanti in questo ultimo periodo dalle associazioni dei consumatori, hanno come obiettivo principale quello di garantire ai fruitori della vecchia tecnica già bocciata anni fa, tutte le informazioni necessarie e le eventuali controindicazioni che potrebbero scaturire da un cattivo uso del 3D.