Dopo qualche foto sullo sfondo della Fontana di Trevi e dopo aver gettato la monetina nella fontana secondo tradizione, l’affascinante Penelope Cruz ha partecipato alla conferenza stampa a Palazzo Poli per parlare del suo ultimo film “Gli abbracci spezzati“, scritto e diretto dal regista spagnolo Pedro Almodovar, in uscita il 13 novembre.

Dopo “Carne tremula”, “Tutto su mia madre” e “Volver”, per la quarta volta la pluripremiata attrice torna sul set con il suo pigmalione in un film drammatico sull’amore, l’ “amour fou”.

Penelope Cruz sarà una delle protagoniste di “Nine“, il musical ispirato al celebre “8 e mezzo” di Federico Fellini, in uscita nelle sale di tutta Italia dal 15 gennaio 2010.

La conferenza stampa è stata organizzata dalla Warner Bros, Casa di distribuzione del film in Italia. Ne riportiamo solo le battute più interessanti.

Com’è il suo rapporto con il regista Almodovar?

(Penelope Cruz) Il nostro rapporto è cambiato e si è evoluto nel tempo. La prima volta che l’ho incontrato avevo solo 13 anni ed ero molto giovane. Molto è cambiato da allora. Il nostro rapporto di amicizia è cresciuto tanto. Ed è così bello perché conosciamo i sentimenti che proviamo reciprocamente l’uno per l’altra. Ci conosciamo così bene che la mattina se ci guardiamo negli occhi, capiamo già di che umore siamo, se abbiamo dormito bene. Il nostro rapporto è molto naturale, è un’amicizia profonda. Ma sul lavoro, lui è il regista e io l’attrice. Non abbiamo mai perso il senso del limite. Tra noi c’è un gran rispetto e molta professionalità.

Il suo personaggio è molto controverso e difficile. Cosa le è piaciuto di più?

Una volta in più Pedro mi ha dato la possibilità di interpretare, come nei precedenti 3 film che abbiamo fatto insieme, la figura di una donna complessa e complicata. Abbiamo passato ben due mesi a discutere di questo personaggio. Lena è tre personaggi in uno. La chiave è stata vivere le emozioni lì sul momento, giorno dopo giorno. È stata sicuramente una prova difficile ma anche divertente. L’importante era non perdersi in questi personaggi.

Il film racconta di gelosia e di violenza sulle donne. Qual è il suo punto di vista?

È un grande problema di cui se ne potrebbe parlare per ore, se non per giorni. Ma questo non è il luogo adatto. Comunque è un tema terribile che colpisce moltissime donne anche in Spagna. Il mio personaggio però è una donna forte, che non pensa di subire violenze. Anzi, riesce a trasmettere a se stessa e agli altri una forza notevole per andare avanti nonostante tutto. È un personaggio controverso perché è se stessa solo in due momenti del film, all’inizio con la famiglia e alla fine con il proprio uomo, ma durante la storia è come se interpretasse se stessa all’interno della propria vita. Come una copia di se stessa.