Gonfiore addominale, cefalea e spossatezza sono solo alcuni dei sintomi che possono manifestarsi quando si è intolleranti ai lieviti.

Quello delle intolleranze alimentari è un problema oggi molto sentito, basti pensare che secondo il Ministero della Salute riguarda almeno il 2% della popolazione adulta e l’8% dei bambini.

I principali responsabili? Stando alle statistiche gli alimenti contenenti nichel e a seguire frumento, latticini e appunto lievitati.

I lieviti, come il più comune lievito di birra, sono funghi in grado di attivare la fermentazione degli zuccheri; questo tipo di reazione viene solitamente impiegata per la produzione dei tipici prodotti da forno, come ad esempio il pane, ma anche di alcuni alcolici come birra e vino.

Quando si lamenta un’intolleranza a questo tipo di sostanze, oltre a chiedere il parere di un esperto, la cosa più opportuna da fare, per ridurre i disturbi, è cambiare le abitudini a tavola seguendo una dieta ad hoc, che privilegi prodotti non fermentati, e imparare a leggere correttamente le etichette.

Fondamentale è tenere sempre a mente un pratico prospetto dei cibi vietati e di quelli invece consentiti. È opportuno anche ricordare di masticare bene tutti gli alimenti prima di deglutirli per evitare che rimangano nello stomaco generando così un processo di fermentazione.

In caso di intolleranza ai lieviti, dunque, a tavola semaforo verde per

  • Prodotti da forno senza lievito. Se rinunciare a pane, crackers e così via può risultare, nella maggior parte dei casi, piuttosto difficile, è bene ricordare che è possibile contare su valide alternative pensate proprio per chi manifesta intolleranza al lievito. La linea sì Coop propone ad esempio prodotti “free form” ovvero privi di quelle sostanze, come il lattosio e appunto il lievito, alle quali alcune persone sono intolleranti. Perfetti per spezzare la fame o per accompagnare gli alimenti al posto del pane, i crackers della linea “free form” sono fatti solo con farina di mais e orzo.
  • Proteine come carne, pesce, pollo e uova non comportano nessun tipo di restrizione e si possono consumare tranquillamente secondo le proprie abitudini.
  • Verdure di qualsiasi tipo, sia surgelate che fresche.
  • Frutta, da consumare con moderazione e soprattutto lontano dai pasti per evitare che, in abbinamento ad alcuni cibi appena ingeriti, possa fermentare nell’intestino. Unica eccezione, meloni e uva che invece sono sempre da evitare.

Semaforo rosso al contrario per

  • Prodotti da forno come pane, cracker, fette biscottate, biscotti, grissini, dolci, pasticceria e panificazione in generale preparati con lievito di birra. Nella fase iniziale della dieta però può essere utile eliminare anche quelli a fermentazione naturale, ovvero fatti con il lievito madre.
  • Vino e birra. Anche queste bevande alcoliche si ottengono grazie a una particolare fermentazione e sono dunque da eliminare in caso di intolleranza al lievito.
  • Dado da minestra. È cosa poco nota ma quasi tutti i dadi in commercio, compresi quelli vegetali, contengono lievito e sono per questo da evitare.
  • Salse fermentate. Intingoli vari come le salse di soia, di miso e tamari contengono lievito e sono quindi da considerarsi alimenti proibiti nel caso in cui si presenti un’intolleranza.
  • Yogurt. Anche se a fermentazione naturale è bene prestare attenzione anche al consumo di yogurt.
  • Formaggi. Nella black list anche i formaggi, sia freschi sia stagionati, compresi ricotta, mozzarella e parmigiano. Da evitare anche il formaggio di soia, meglio conosciuto come tofu.
  • Funghi. Trattandosi di miceti, proprio come i lieviti, meglio evitare tutte le tipologie di funghi anche secchi o sott’olio.