Si sente spesso parlare di intolleranze alimentari e della correlazione tra alimentazione e benessere: è ormai noto infatti, che i tipi di cibi che mangiamo tutti i giorni hanno effetti importanti sullo stato della nostra salute.

Ogni sostanza esterna, e quindi anche gli {#alimenti}, viene passata al vaglio dal nostro sistema immunitario che si adatta o si difende da tutto ciò che viene ingerito e assimilato nel nostro organismo.

Alcuni alimenti possono avere conseguenze nocive per la nostra salute sebbene se il nostro corpo metta sempre in atto meccanismi di difesa e di adattamento alle sostanze che ingeriamo. Quando questi meccanismi di protezione e di autoregolazione non funzionano a dovere, il nostro organismo diventa più vulnerabile e predisposto a generare reazioni avverse di sensibilità e intolleranza verso determinati cibi. Per questo motivo, è fondamentale curare l’alimentazione per far si che l’organismo funzioni in modo corretto sviluppando e mantenendo sempre attiva la capacità di tollerare e, ove necessario, “difendersi” da ogni tipo di alimento.

Le cause delle intolleranze alimentari possono essere diverse: alcune sono dovute a problemi intestinali come alterazioni della flora batterica, altre sono causate da agenti infettivi (infezioni batteriche e virali) chimici, disfunzioni ormonali, cause ambientali ma anche psichiche. Un’alterazione dell’organismo debilitato da uno di questi fattori può portare a un indebolimento del sistema immunitario e, di conseguenza, allo sviluppo di un’intolleranza alimentare.

Come affrontare e curare un’intolleranza alimentare? Innanzitutto bisogna sfatare la convinzione diffusa che per guarire dalle intolleranze alimentari è necessario eliminare i cibi che l’hanno originata proprio per non determinare un’eccessiva sensibilità agli alimenti in questione.

Semmai è buona norma eliminare inizialmente i cibi che hanno causato una reazione avversa per poi reintrodurli nella nostra alimentazione gradualmente fino a tornare nuovamente a mangiare tutti i tipi di cibi senza che questi provochino conseguenze negative per il nostro organismo.

Questo per dare al corpo il tempo di riposare, eliminare gli effetti nocivi indotti da un particolare alimento e prepararlo alla progressiva reintroduzione dei cibi responsabili dell’intolleranza: l’eliminazione drastica contribuisce solo a rendere più seria e importante l’ipersensibilità verso alcuni cibi.

I cibi che spesso causano le intolleranze sono i lieviti e il latte. Come comportarsi in questo caso? Si potrebbe seguire una terapia che prevede il consumo di tali alimenti solo a colazione, il momento della giornata in cui l’organismo smaltisce più facilmente e velocemente i cibi. Oppure, un altro metodo è quello di ricorrere a una “dieta a rotazione” durante la quale eliminare totalmente il cibo colpevole dell’intolleranza per tre giorni per poi reintrodurlo ed eliminarlo nuovamente nei tre giorni consecutivi fino a che l’organismo non si abitua definitivamente al cibo che ha causato l’intolleranza.

La guarigione dalle intolleranze alimentari richiede tempi e modi diversi per ognuno. Per questo motivo è importante analizzare attentamente le reazioni dell’organismo per seguire una dieta alimentare più adatto alla propria condizione.

Fonte: TGCom.