Invictus: errori storici e non solo

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Invictus” è il nuovo film diretto da Clint Eastwood, che uscirà al cinema oggi.

Adattamento cinematografico del romanzo di John Carlin “Ama il tuo nemico. Nelson Mandela e il gioco che fece una Nazione”, racconta la storia del Sud Africa dopo l’elezione del presidente Nelson Mandela. Protagonisti del film sono Morgan Freeman e Matt Damon.

Nonostante la pellicola si basi su un romanzo e racconti avvenimenti di un passato non troppo lontano, presenta diversi errori e orrori storici, geografici e politici, di cui se ne riportano solo i principali.

Uno dei momenti topici del film è quando Mandela racconta al giovane capitano della squadra di rugby una poesia che lo ha ispirato durante i lunghi anni di prigionia. La poesia in oggetto sarebbe “Invictus” del poeta inglese William Henley del 1875.

In realtà il presidente Mandela ha recitato al giovane capitano un estratto del discorso di Theodore Roosevelt del 1910 dal titolo “The Man in Arena“. Probabilmente la poesia di Henley è più poetica del discorso d’incitamento di Roosevelt.

Francois Pienaar accompagna la squadra a visitare Robben Island, la prigione di Nelson Mandela. Pienaar racconterà ai suoi colleghi che Mandela ha passato ben 30 anni della sua vita in quella piccola cella. La scena emoziona e commuove. In realtà Mandela è stato nelle prigioni di Robben Island solo per 17 anni. Prima e dopo Robben Island, Mandela è stato rinchiuso nelle galere di Johannesburg e di Pretoria. È vero quindi che Mandela è stato imprigionato per 30 anni, ma non a Robben Island.

Un altro errore grave riguarda il personaggio di Zelda La Grange, assistente e portavoce di Mandela. Nel film si tratta di una donna di colore, mentre nella realtà è bianca.

Agli errori storici si affiancano quelli geografici e politici.

Nel finale del film i sudafricani festeggiano la vittoria riversandosi in “Loop Street“, da come risulta dall’inquadratura. In realtà “Loop Street” è la strada principale di Cape Town e non di Johannesburg, dove si sono svolti i campionati.

Durante il campionato di rugby, le bandiere delle tifoserie risultano errate. Così alla partita Inghilterra- Sud Africa, la tifoseria inglese sventola bandiere del Regno Unito invece che la bandiera di S. Giorgio, simbolo dell’Inghilterra. Infatti, nel rugby c’è questa particolarità: Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda sono rappresentate in questo sport ognuna dalla propria squadra e quindi dal loro stemma personale.

Il regista Eastwood, probabilmente, ha sottovalutato alcune informazioni importanti, basandosi sul fatto che l’americano medio ignora le regole del rugby e soprattutto conosce poco e niente del Sudafrica.

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  • ivana

    CHE NOIA !!!!!

  • http://095.blogdo.net Leandro

    A dire il vero la poesia che recita nel film (l’ho appena visto ) è proprio questa, di William Ernest Henley. IL testo l’ho preso da wikipedia. Qui traduzione http://it.wikipedia.org/wiki/Invictus_%28poesia%29

    Out of the night that covers me,
    Black as the pit from pole to pole,
    I thank whatever gods may be
    For my unconquerable soul.

    In the fell clutch of circumstance
    I have not winced nor cried aloud.
    Under the bludgeonings of chance
    My head is bloody, but unbowed.

    Beyond this place of wrath and tears
    Looms but the Horror of the shade,
    And yet the menace of the years
    Finds and shall find me unafraid.

    It matters not how strait the gate,
    How charged with punishments the scroll,
    I am the master of my fate:
    I am the captain of my soul.

    Quanto alle strade che non corrispondono: anche un grande del cinema italiano, De Sica, in Umberto D fa vagare il rpotagonista a zonzo per Roma ma “ridisegnandone” la geografia.

    Quanto alla “particolarità” del rugby, non è per nulla una “particolarità”: in tutti gli sport di squadra L’inghilterra il Galles la Scoza partecipano per conto proprio, copreso il calcio.

    Quanto alla prigionia, visitano una prigione, ma non dicono mai “ha passato 30 anni proprio dentro questa cella”.
    un errore, semmai, c’è forse nella traduzione perché se non ricordo male dicono “27 anni a Robbeni Siland” mentre in realtà sono 17.

    Insomma, il film mi sembra ben fatto anche sotto questi punti di vista e le critiche qui sollevate non hanno ragione d’essere

  • Giovanni

    Veramente un bellissimo film!! storia interessante e di impatto.. ho notato anke io vari errori.. consiglio alle persone ke andranno a vederlo nei prossimi giorni di portarsi una rivista “quattroruote” del 95..

  • gug

    Salve, altro errore una hyunday getz mentre la squadra corre per la città e svolta in una strada diversa

  • Giovanni

    L’ho notato anke io.. Ho visto una bmw serie 3 grigia e un range rover sport e la hyundai getz nn credo sia possibile ke un film ad alto budget commetta degli errori del genere!! alla fine hanno fatto attenzione a tutte le macchine di scena e nn a quelle che passavano per caso!

  • Ubaldo

    Ciao a tutti, qualcuno si è accorto che nella finale dicono che, dopo i tempi regolamentari, ci sarà un tempo supplementare di 20 minuti che si rivelano essere solamente 10?

  • http://lonewildsoul.blogspot.com/ Ruby

    Si, in effetti la stessa domanda, Ubaldo, me la son posta pure io.
    Un film, Invictus, che mi è piaciuto moltissimo ma certi errori il grande Clint forse avrebbe potuto evitarli!

  • Gul

    Film bello!
    Rugbysticamente parlando ci sono due cose che potevano assolutamente fare meglio, rendendo molte scene non così veritiere: i discorsi e i “segni” post partita.
    Quelli di Matt sono discorsi assolutamente fiacchi. Si vede anche che è l’attore principale, e non il capitano. Il capitano ha carisma, trascina. Sono sicuro che Pienaar in quei frangenti di partita ha tirato fuori dei discorsi ben più motivatori di quelli fiacchi e poco incisivi del film. Non scherziamo. Con quei discorsi doveva venirti la bava alla bocca… la voglia di spaccare tutto… anche a noi in sala! Invece mi han lasciato indifferente. Mi aspettavo davvero di meglio!
    L’altro appunto riguarda i segni post partita: ma si davano dei buffetti? tutti con le guance rosse! Sarebbero stati molto più credibili sopracigli aperti e tacchettate.

  • elena

    che pedanteria! non mi sembrano “errori” così grossolani da essere segnalati così puntualmente. Clint Eastwood ha girato un grande film (come al solito) che parla di pace e libertà (e di sport)!

  • http://web.me.com/giosaccone/Web/Home/Voci/2010/3/1_Avatar_e_il_3D_mancato.html GioSaccone

    Per certi aspetti mi è sembrato di rivedere gli errori de “Il Gladiatore”: i Romani non avevano le staffe (uno dei motivi chiave per cui persero contro i barbari), mentre nel film le usano.

  • Gul

    @10
    Anche perchè nel film vincono! :-)

    @9
    Si si, era proprio per essere precisi! Però hai ragione, bel film!

  • http://lonewildsoul.blogspot.com/ Ruby

    @9: hai ragione Elena, troppa pignoleria eheheh però c’è da ammettere che Eastwood, grande grandissimo qual è, poteva anche sforzarsi un attimino di più giusto per essere più preciso. Comunque si, sono errori, chiamiamoli così, che rimangono in secondo piano poichè Invictus è proprio un film tutto da gustare. Un film che non ha bisogno del 3D per farsi piacere, proprio perchè non c’è nulla di finto ed i sentimenti vissuti e che vengono trasmessi son tutti autentici!

  • fausto

    sono andato a vederlo, e sinceramente ho una sola domanda… ma invece di perdervi dietro a cose tipo – oh, ma hai visto una hunday getz??? mica esisteva.. – non potevate guardare il film pensando appunto che era un film? ci credo che poi non vi e’ piaciuto… vi siete persi dietro scemate… a parte che l’unica considerazione seria che mi viene da fare e’ solo – ma siete sicuri voi di non aver mai fatto errori, nel vostro lavoro?

  • peterpaul

    A parte auto e strade che sono perfezionismi, segnalo le ottime azioni di gioco. Credo si sia servito, il buon Clint, di autentiche squadre di rugby. Il messaggio politico poi è chiaro. Il rugby unisce e non divide. Pensate all’ Irlanda dove la squadra è composta da giocatori delle due Irlande, e dove, quando giocano in casa, vengono suonati i due inni nazionali. Seguite il rugby! Ciao ciao.

  • Nabil

    Un’altro errore è far guidare l’haka da un “non-maori” al contrario di come si pensa l’haka non viene guidata dal capitano ma dal maori più anziano.
    Un errore minore è definire l’haka che viene eseguita nel film, quella intitolata “ka-mate” che è la più famosa, come una danza di guerra.

  • Sax

    In effetti ciò che mi ha colpito di più è il miracolo di Mandela che è riuscito a fare qualcosa di grande per un paese così diviso, magari partendo dal rugby. Ma il rugby era un puro pretesto per qualcosa di più alto e profondo: la convivenza delle culture. E da un uomo che ha duramente sofferto è un grande messaggio. Io sarei ancora così arrabbiata ad aver passato 30 anni di vita in carcere.

  • Sandy

    Non soffermiamoci sugli errori, ma sul messaggio che il regista vuole dare. E’ un film ricco di simboli: la conversione di un uomo da guerrigliero a pacifista assoluto (Mandela era il capo della resistenza armata negli anni in cui è stato arrestato); lo sport che da sempre unisce i popoli, non come avviene oggi in Italia dove gli stadi diventano dei veri e propri campi di battaglia e la gente arriva anche a morire; l’inizio di una nuova società in sudafrica nella quale, finalmente, i neri possono godere degli stessi diritti dei bianchi senza più divisioni assurde come quelle dell’apartheid.
    Non è un caso che certi film vengano prodotti di questi tempi…guardiamoci intorno e riflettiamo a 360° senza limitarsi a particolari che potrebbero offuscare i nostri occhi.

  • http://pittinicchio.wordpress.com pittinicchio

    Si pensavo anche io che la versione della poesia recitata nel fim non fosse la traduzione letterale,
    quella qui sopra citata, tratta da wikipedia infatti è diversa.
    Ciao vi aspetto sul mio blog.

  • Giorgio Taffini

    In ogni caso, si tratta di uno dei più bei film mai fatti, caro lei

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