L’ipertensione in gravidanza causa una morte materna su cinque, un dato preoccupante dovuto in parte al costante innalzamento dell’età materna specialmente nelle donne al primo figlio. Un problema da non sottovalutare, soprattutto se si considera che il 20 per cento dei decessi totali che avvengono durante la {#gravidanza} è dovuto proprio all’ipertensione, meglio nota come gestosi o preeclampsia.

Individuare la gestosi in modo precoce, fin dai primi sintomi, è fondamentale per salvaguardare la salute della mamme e del feto: le problematiche e i rischi legati all’ipertensione in gravidanza sono oggetto di discussione del Congresso della Isshp (International Society for the study of Hypertension in Pregnancy), che per la prima volta è in corso in Italia.

Gli esperti del settore raccomandano la necessità di una campagna informativa per le donne in gravidanza, ma anche una maggiore attenzione da parte dei medici, come afferma Herbert Valensise, presidente dell’Associazione Italiana Preeclampsia (Aipe) e del Congresso europeo.

«È importante informare le nostre pazienti perché non sottovalutino i sintomi precoci. È necessaria però una maggior sensibilizzazione dei medici. Le future madri a rischio vanno monitorate e indirizzate su un corretto percorso di prevenzione. Non solo per evitare i decessi.»

Soffrire di gestosi in gravidanza significa, però, anche essere maggiormente predisposte alle malattie cardiache in futuro. Per questo motivo monitorare la pressione delle gestanti è molto importante, e se si verificano episodi di ipertensione è indispensabile che il ginecologo sia affiancato dal cardiologo, come spiega Valensise.

«Il ruolo del ginecologo, in particolare, è fondamentale. Rappresenta la figura di riferimento per salute della donna, dall’adolescenza alla menopausa. Lo specialista deve accompagnarla specialmente in periodi complessi come quello della gravidanza, soprattutto quando si verificano problemi seri come l’ipertensione. Questa complicanza necessita poi ovviamente di figure specifiche come il cardiologo, con cui deve instaurarsi un continuo confronto per seguire al meglio le pazienti.»

Le cause scatenanti della preeclampsia sono ancora poco note. Può verificarsi tra la ventesima settimana di gravidanza e la prima settimana dopo il parto, tuttavia è spesso asintomatica o comunque si manifesta attraverso disturbi che possono essere scambiati con alcuni dei sintomi più comuni nelle donne incinta.

Segnali evidenti della gestosi sono, ad esempio, la pressione sanguigna che supera anche i 140/190mmHg, la presenza di proteine nelle urine e gonfiore alle mani e al volto. Come abbiamo già sottolineato, l’età della mamma è spesso determinante: nelle donne che hanno superato i trentacinque anni, infatti, la probabilità di soffrire di gestosi è decisamente maggiore. Nel caso di preeclampsia moderata la terapia prevede l’assoluto riposo della gestante, anche se talvolta l’unica soluzione è anticipare il parto indipendentemente dalla settimana di gestazione.

Fonte: Asca