L’ipotiroidismo è una condizione del sistema endocrino causata un deficit della ghiandola tiroidea la quale risulta incapace di produrre una quantità di ormoni in quantità sufficiente come richiesta dal proprio organismo.

Solo in Italia ne sono affetti più di sei milioni – che dovrebbe essere circa lo 0,5-1% della popolazione totale – e ovviamente, tra questi, per la maggior parte sono le donne, ma ciò non toglie che si può manifestare anche nei bambini. Questa condizione può portare a dei ritardi nella crescita e – sebbene in casi meno frequenti – anche nell’intelletto. Ecco quali sono i sintomi, le cause e le cure dell’ipotiroidismo.

Ipotiroidismo: i sintomi

I sintomi per riuscire a percepire una condizione di ipotiroidismo sono molti, ma ciò che si avverte prevalentemente in genere è un senso di stanchezza e sonno eccessivo. A questi si possono andare ad aggiungere anche la debolezza muscolare cronica, un aumento di peso anomalo e ingiustificato nonché anche una poca capacità di tollerare il freddo e ancora pallore e anemia, diminuzione dell’udito e della memoria.

Si può verificare anche una diminuzione della fertilità accompagnata, al contrario, da menorragia – ovvero flussi mestruali molto abbondanti – con crampi, un aumento dei livelli di LDL (lipoproteine a bassa densità) e trigliceridi nel siero.

Tra gli altri sintomi, man mano che la condizione di ipotiroidismo si protrae e peggiora si può accusare anche un senso di costipazione, un rigonfiamento del volto e delle palpebre, una voce rauca e ancora costipazione e capelli fragili e deboli. Non è escluso che gli individui che accusano dei capelli fragili e deboli si possano verificare anche casi di perdita.

Ipotiroidismo: cause

Come per i sintomi anche le cause possono essere assai numerose ma in generale questo può essere causato da una dieta poco bilanciata dove viene assunto poco iodio, o ancora dalla sindrome di Hashimoto, quindi di patogenesi autoimmune.

Meno frequentemente l’ipotiroidismo può presentarsi anche per via di un’operazione chirurgica che ha richiesto l’asportazione dell’organo interessato, l’assunzione di farmaci generali o antitiroidei per contrastare, invece, la condizione opposta (ipertiroidismo),  o ancora dall’assenza della stessa tiroide – nei casi ereditati geneticamente –, da trattamenti con iodio radioattivo.

Prima di passare ai rimedi e a delle conclusioni troppo affrettate, però, è opportuno sottoporsi a degli esami per verificare esattamente in che condizione ci si trova. Questo perché l’ipotiroidismo si verifica in varie forme e per questo viene classificato in primario (o primitivo), secondario e terziario: nel primo caso sono prese in considerazione le malattie dipendenti da una funzionalità ridotta del tessuto tiroideo, la seconda invece dipende da un’insufficienza dell’asse ipotalamo-ipofisario, mentre nel terzo quando si nota un deficit a livello dei nuclei ipotalamici.Per questo è sempre consigliato sottoporsi a degli esami del sangue specifici attraverso la misurazione dei livelli degli ormoni tiroidei (specie T3 e T4) e TSH.

Ipotiroidismo: cure

Per cercare di risolvere – o quantomeno migliorare – la propria salute se in una situazione di ipotiroidismo ci sono molte soluzioni.

Prima su tutte riguarda le proprie abitudini alimentari: nel caso in cui vi sia una carenza di iodio può risultare decisamente efficace aggiungere – o aumentare – gli alimenti contenenti l’ingrediente alla propria dieta. Quindi sì a piatti di pesce di mare, frutti di mare alghe e ancora broccoli, spinaci, rape (se bene in maniera più moderata) e sale iodato come condimento, per arrivare dai 150 ai 300 microgrammi di iodio al giorno.  Si anche a cereali integrali come riso, miglio e avena in quanto avrebbero mostrato degli effetti positivi nei pazienti affetti dalla patologia, andando a stimolare la tiroide. Se bene poco noto anche il prezzemolo può essere un valido aiutante per migliorare i sintomi legati all’ipotiroidismo in quanto, oltre ad essere ricco di sodio contiene anche una grande quantità di vitamina A, C, E e ancora calcio, iodio, rame e fosforo: risulta specialmente efficace se aggiunto fresco direttamente sulle pietanze

Sarebbero da evitare invece alimenti come la soia, arachidi, pinoli, rape e cavolo se consumati crudi, in quanto le sostanze contenute in questi possono andare a minare il corretto funzionamento della tiroide: questo a meno che non vengano cotte perdendo così parte del loro effetto.

Un altro rimedio, nel caso in cui non si riesca a risolvere il problema con una dieta specifica, arriva dalle cure con i farmaci. In generale viene prescritta come cura un trattamento a base di levotiroxina (L-Tiroxina) che non è altro se non un ormone tiroideo sintetico che va a normalizzare i livelli di TSH e T4 libero. In molti casi la terapia può protrarsi per tutta la vita forzando l’individuo a sottoporsi a controlli periodici, questo per capire se quella prescritta è opportuna oppure va cambiata.

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