In ufficio non sempre le cose vanno come dovrebbero. Ci sono giornate in cui si è preda dello sconforto e della rabbia senza un motivo preciso e individuabile. Il lavoro in ufficio, infatti, ripetendosi sempre in modo uguale ogni giorno, potrebbe portare il lavoratore a risentirne psicologicamente. Ci sono giornate in cui ci si sente irritabili, in cui il sangue ribolle o la rabbia la fa da padrone. Tuttavia, spesso, si tratta di cattivi sentimenti che non traggono origine dal lavoro ma che poi, inesorabilmente, finiscono per riversarsi sulla giornata lavorativa.

Una notte insonne, la mattina intrappolati nel traffico, una mansione noiosa assegnata non appena si è arrivati sul posto di lavoro: questi i motivi dell’irritabilità in ufficio, motivi apparentemente banali ma che possono diventare insormontabili di fronte a otto ore di lavoro.

Come fare per domare l’irritabilità e la rabbia? Come distendere i nervi prima che scoppi il caos vero e proprio in ufficio?

A volte basta semplicemente fermarsi a respirare. Quando si avverte che la rabbia sta montando è perché nel nostro corpo l’adrenalina sta scorrendo nelle vene, aumentando il battito cardiaco e la pressione. Respirare è l’unico modo per ritornare alla calma. Bisogna fare un respiro lento e profondo con il diaframma, immaginando il percorso che l’aria fa entrando dal naso e arrivando sin nello stomaco. Bisogna ripetere i respiri profondi per almeno quattro volte, fino a che non ci si sente nuovamente tranquilli.

Usare le parole in modo opportuno anche quando si parla tra sé e sé può aiutare a non scatenare ulteriormente la rabbia interiore. Mai essere disfattisti: se si è intrappolati nel traffico, è controproducente iniziare a pensare che la giornata è iniziata male e finirà peggio perché si farà tardi al lavoro. Per bloccare la rabbia sul nascere, invece, bisognerebbe pensare che, di sicuro, al lavoro comprenderanno i motivi del ritardo, visto che il traffico non dipende dalla volontà di nessuno.

Se a innervosire è il collega di lavoro con cui si divide la scrivania e lo spazio di lavoro, meglio non aggredirlo: qualsiasi cosa abbia fatto, va risolta nel modo più tranquillo possibile. Bisognerebbe andare con lui al bar, condividere la pausa caffè e chiacchierare in maniera pacata del problema, cercando di risolverlo.

Se la rabbia non accenna ad andarsene, si deve cercare di isolarsi un attimo per riprendere la calma. Sarebbe opportuno, durante la pausa pranzo, mangiare un dolcetto, che tira su il morale, e uscire dall’ufficio: una passeggiata attorno allo stabile in cui si lavora farà la differenza. Mettere in moto i muscoli e ricevere la luce del sole aiuta a distendere i nervi e a riacquistare energia.

Infine, se il problema sussiste e la rabbia permane, allora ci si deve sfogare. Ideale sarebbe chiamare una persona intima che possa capirci: ovviamente deve essere una persona al di fuori dell’ambito lavorativo. Oppure, si può aprire un foglio di testo nel proprio computer e iniziare a scrivere i motivi della rabbia. Si tratta di un testo che non deve essere fatto leggere a nessuno, ma che aiuterà moltissimo, viste le proprietà terapeutiche della scrittura. Una volta scritto, il problema sarà delineato e più facile da affrontare. Tuttavia, se la rabbia sul lavoro risulta inaffrontabile, allora è tempo di rivolgersi a qualcuno di competente: uno psicologo del lavoro può essere la scelta giusta.

Fonte: SheKnows