L’Isola dei Famosi diventa lo scenario di una querela. È quella che Cristiano Malgioglio sta sporgendo contro Mariano Apicella. Il paroliere di “Ancora ancora ancora” ha dato mandato al suo avvocato di adire le vie legali sull’offesa ricevuta dal cantante napoletano molto amico dell’ex premier Silvio Berlusconi.

Durante una lite all’Isola dei Famosi, infatti, Mariano Apicella e Cristiano Malgioglio si sono ritrovati a contestarsi reciprocamente i propri talenti, finché Apicella non è sbottato chiamando “ricchione” Malgioglio, come se la sua omosessualità potesse avere a che vedere con il talento del paroliere di origini meridionali.

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Alla fine Cristiano Malgioglio si era anche ritirato dal reality, sebbene in un primo momento si fosse convinto a restare dalle scuse del conduttore Nicola Savino e dall’inviata in Honduras Vladimir Luxuria. Sembrava infatti che in questa edizione del reality, decisamente gay friendly, certi commenti omofobici non potessero proprio capitare. Malgioglio si era così scusato al suo rientro in Italia:

«Chiedo scusa alla Rai, a Magnolia, ma mi ritiro per tutti i giovani che si sono sentiti offesi da quello che ha detto Apicella. Credo di aver fatto un’Isola elegante e volevo vincere per regalare ai bambini cubani asmatici dei macchinari medici. Ma dalla seconda puntata si è rotto il sogno.»

La querela di Malgioglio contro Mariano Apicella, che si era scusato con un bigliettino, sarà per diffamazione, dato che il paroliere ha anche sottolineato come in altre nazioni europee sarebbe subito scattato il reato. Il suo avvocato ha anche aggiunto:

«Cristiano Malgioglio ha deciso di lasciare l’isola non potendo accettare che la produzione avesse mandato in onda il filmato in cui Apicella lo aggrediva con tale sproloquio.»

Questa querela sembrerà un déjà vu per gli appassionati di letteratura. Lo scrittore Oscar Wilde denunciò per diffamazione il padre del suo presunto amante lord Arthur Douglas, che gli lasciò un bigliettino con scritto in maniera sgrammaticata qualcosa che in italiano suonerebbe come “sondomita”. Wilde denunciò l’omofobo, ma la sua omosessualità fu provata, ed essendo reato nell’Inghilterra vittoriana, dovette anche passare degli anni in prigione.

Per sua fortuna, Cristiano Malgioglio vive in un secolo in cui la preferenza sessuale non è discriminata dalla legge nei paesi occidentali e se Apicella dovesse essere condannato per diffamazione, questo potrebbe essere un esempio per tutti coloro che utilizzano certi termini con leggerezza, senza tenere conto che dietro una preferenza sessuale, anche molto evidente come quella di Malgioglio, c’è sempre l’amore, indipendentemente dall’etichetta che uno vuole appiccicarvici.

Fonte: Rumors.