Giusto pochi giorni fa avevamo comunicato il blocco in Italia delle importazioni di prodotti alimentari provenienti dal Giappone, dopo il disastro iniziato lo scorso 11 settembre per via del terremoto e dello tsunami che hanno messo in ginocchio il Sol Levante. L’Italia fa però dietrofont ed è stato annunciato il via libera delle importazioni di prodotti agroalimentari dal Giappone.

Il ministro della Salute Ferruccio Fazio aveva imposto il blocco dei cibi nipponici nel nostro Paese, in particolare di pesce e di verdure lavorate, confezionati in seguito al drammatico evento, in modo tale da prevenire ogni possibile rischio. Invece, ci saranno solo degli accurati controlli alle frontiere.

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Tutti gli occhi del mondo sono puntati su Fukushima, la centrale nucleare gravemente danneggiata da quello che è successo l’11 marzo, e ci si chiede se la contaminazione potrebbe arrivare fino all’Europa attraverso gli alimenti che importiamo e mangiamo. È difficile dare una risposta sicura: una percentuale di rischio esiste, ma l’attenzione che gli Stati dovranno porre a riguardo dovrà essere molta.

La Commissione Europea ha ordinato di analizzare la radioattività dei prodotti che arrivano dal Giappone e qualora si dovessero rilevare livelli di radiazioni superiori a quanto consentito, i Paesi dovranno segnalarlo al sistema di allerta dell’Euratom. I controlli alla frontiera sono comunque stati intensificati ma niente blocco totale, dunque.

Il dietrofront è arrivato dopo le reazioni sorprese da Bruxelles: Frédéric Vicent, portavoce del commissario europeo alla Salute e alla Politica dei consumatori, era rimasto stupito dell’annuncio del ministro Fazio,

sia perché le importazioni agroalimentari della Ue dal Giappone sono irrisorie, sia perché dalla prefettura di Fukushima si esportano pochissimi prodotti di questo tipo e solo verso i vicini paesi asiatici”.