Un blackout elettrico avvenuto ieri pomeriggio ai ripetitori di Torino – Eremo ha causato l’oscuramento di tutto il secondo tempo della partita tra Italia e Nuova Zelanda trasmessa su Rai 1. A rimanere privati della diretta sono stati tantissimi telespettatori di Torino e provincia, fino alla zona del cuneese, i quali si sono visti interrompere sul più bello le immagini che arrivavano dal Sudafrica.

Il segnale è scomparso poco dopo l’inizio del secondo tempo, quando, all’improvviso, le immagini e l’audio di tutti i canali Rai, sia quelli generalisti che quelli tematici, sono spariti lasciando il posto a un fastidioso quanto inaspettato schermo nero.

Immediate sono partite le richieste di spiegazioni da parte dei cittadini, i quali, vista soprattutto l’interesse dell’evento in corso, si sono subito preoccupati di capire da cosa potesse derivare il problema, chiamando amici e parenti o riversando su Internet domande e dubbi, con commenti presto sfociati in protesta nel momento in cui è stata appurata la persistenza del disservizio.

Per molti la soluzione è stata quella di seguire la partita sul Web grazie allo streaming sul sito di Rai Sport, mentre altri hanno sopperito accedendo al satellite, con TivùSat o SKY a seconda dei casi.

In serata, comunque, è arrivata la risposta di Rai Way, che ha spiegato in un comunicato la causa del problema:

Alle ore 17.20 un violento sbalzo di tensione elettrica sulla rete del gestore nazionale che alimenta l’impianto principale Rai del Piemonte occidentale (Torino – Eremo) ha provocato lo spegnimento completo di tutti gli apparati trasmittenti Rai con la conseguente impossibilità a trasmettere alcun segnale radiotelevisivo. Le squadre di emergenza di Rai Way sono intervenute immediatamente sul posto e stanno tentando di ripristinare i servizi. La situazione è tornata alla normalità intorno alle 18.15.

C’è stato bisogno di circa un’ora di lavoro per poter ripristinare le apparecchiature danneggiate dallo sbalzo di corrente e riattivare i ripetitori, con le trasmissioni che sono ripartite dopo il fischio finale della partita della Nazionale, causando così l’impossibilità di seguire gran parte delle fasi salienti del secondo tempo dell’incontro.

Un disservizio di quelli che non dovrebbero mai capitare a un’emittente pubblica, amplificato ancora di più proprio a causa dell’evento di enorme richiamo reso di fatto inaccessibile a migliaia di utenti, per cui a nulla sono servite le parole del giornalista Marco Mazzocchi che, scusandosi durante il post-partita per il disservizio, ha cercato di sdrammatizzare dicendo che alla fine “non ci si era persi niente”.

Già, parole vere al di là della facile ironia, ma che sembrano comunque una magra consolazione per i tanti appassionati e per i tanti cittadini che pagano il canone: loro infatti, questa Italia deludente e priva di fantasia, avrebbero voluto seguirla comunque.