Prestazione discreta, quella di ieri sera, per la Nazionale di Marcello Lippi, che è uscita dalla partita con il Paraguay con un pareggio che tutto sommato sta stretto agli Azzurri, vista la buonissima condizione mostrata e la capacità di tenere in mano le redini del gioco per quasi tutto il match.

Italia – Paraguay, però, non è stato solo l’esordio ai Mondiali di Calcio per la squadra azzurra, ad attirare l’attenzione di appassionati e spettatori è stato infatti il ritorno della “sfida” tra le due coppie di cronisti che commenteranno le partite di Cannavaro e compagni a Sudafrica 2010, ovvero la coppia Rai, formata da Marco Civoli e Salvatore Bagni, e quella Sky, che vedrà in cabina di commento Fabio Caressa e Beppe Bergomi. Una sfida per cui vi proponiamo un sondaggio, dove potrete votare la vostra coppia preferita.

Questione di gusti, forse, i quali sono direttamente collegati ai diversi modi di approcciarsi al racconto dei fatti del campo, con un ritmo e un linguaggio diversi ma con in comune il tifo per l’Italia e la professionalità. Inutile ricordare, a tal proposito, come il pubblico si è spesso diviso tra chi preferisce l’istituzionale e compassata (ma nemmeno tanto in certe occasioni) telecronaca Rai di Civoli e chi, invece, non può fare a meno dell’enfasi e del “delirio” poetico che pervade talvolta le telecronache di Caressa targate Sky.

In mezzo alle due prime voci ecco però emergere con prepotenza il ruolo, per nulla secondario o “di spalla”, come qualcuno afferma, del commentatore tecnico, ovvero di colui che arricchisce, o dovrebbe arricchire, il racconto con osservazioni sulla tattica o sugli aspetti puramente tecnici del gioco.

Ed è qui che forse emergono maggiormente le differenze, con la Rai che ha deciso di puntare sulla simpatia e l’esperienza di Salvatore Bagni, ex-calciatore con un solido curriculum di commentatore, e Sky che si affida ancora una volta a Beppe Bergomi, l’ex-capitano nerazzurro ormai diventato un abituè delle telecronache della pay TV di News Corporation.

Tra un’accusa di partigianeria che non manca mai quando si parla di calcio e critiche amplificate da Facebook e compagnia, il duro mestiere del commentatore vive durante i Mondiali un periodo di severa osservazione, con i tifosi pronti ad esaltarsi per un commento positivo, ma pronti anche ad arrabbiarsi per un’osservazione “fuori posto”. Insomma, com’è dura la vita dalla cabina di commento…