Il rito era stato lo stesso anche stavolta: birra ghiacciata, patatine, divano, TV con più pollici della Nazionale, pre-partita da seguire e commentare. “Mi raccomando metti la stessa maglietta!” – “E le scarpe di colore diverso!” – “Siediti qua come l’altra volta che porta male”.

Ci ritroviamo orfani dell’argomento da bar per eccellenza, ritiriamo mogi le bandiere a sventolare dalle finestre, esposte in un sussulto patriottico dopo Italia-Inghilterra.

Le cause della sconfitta possono essere molteplici:

- Il caldo dicono. E allora l’Olanda, nota squadra caraibica, che batte il Cile? Come la giustifichiamo?

Prandelli. L’allenatore avrà anche fatto delle scelte sbagliate, ha portato Cassano e Paletta. Ma chi siamo noi per giudicare la beneficenza? E se il colpo di caldo l’avesse avuto Prandelli al momento dei convocati?

- I convocati. Prandelli non ammetterà mai d’aver pescato le figurine Panini a caso.

- L’arbitro contro. Io l’avevo detto di lasciare qualche mazzetta extra per i Mondiali, ci poteva servire. E invece voi no, tutte per il Mose e l’Expo.

Il morso di Suarez. Negli spogliatoi si vociferava che Chiellini fosse un ragazzo dolce, la testimonianza di Suarez: “Vero, ma un po’ stopposo”.

- Un girone troppo difficile. Dai, avremmo perso anche con Ternana ed Empoli.

Ci sentiamo come i bambini in castigo che guardano gli altri giocare da dietro la finestra. E allora volete il vero motivo della sconfitta? Siete pronti ad una verità accettabile, ma che nessun organo d’informazione svelerà perché piegata ai poteri forti?

Bene. La nostra era una squadra troppo forte, sarebbe arrivata in finale col Brasile, ma i servizi segreti si son messi di mezzo: “Non potete vincere, il nostro capo è francese e vi odia”. I Paesi sudamericani poi appoggiati da una potenza del Vaticano (tale Papa F.) si sarebbero fatti raccomandare col superiore. Nel frattempo delle scie chimiche sono passate su Casa Azzurri rilasciando sostanze che creano sonnolenza in campo. Suarez, frutto di una stampante 3D, ha morso Chiellini per attirare l’attenzione su un’altra parte di campo mentre le punte uruguaiane segnavano.

Il campo non era abbastanza morbido, l’irrigazione col coccolino è stata richiesta, ma mai eseguita. E poi che dire dei tifosi allo stadio: gli italiani erano in netta minoranza, non trasmettevano abbastanza calore ai calciatori. Balotelli voleva segnare, ma ogni volta che calciava arrivava una folata di vento che spostava la traiettoria del pallone. La spesa e i panini gratis stavano mandando in rosso i conti di alcune multinazionali. Caressa e Bergomi ci mettevano troppa passione. I telecronisti Rai ci mettevano troppo poca passione. E poi ci sei tu, che vuoi credere a qualsiasi cosa tranne che alla verità: ERAVAMO UNA SQUADRA SCARSISSIMI.

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