Continua la caccia all’origine del batterio killer. In questo nuovo capitolo a essere posta sul banco degli imputati è l’Italia, dopo che medesime accuse erano state mosse a Spagna, Germania e Francia. L’accusa viene mossa al nostro paese da parte di un’azienda francese, di Bordeaux, in questi giorni al centro di serrati controlli.

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Lo afferma Nacho Parra, responsabile del negozio all’esame degli ispettori sanitari, il “Jardiland di Villenave d’Ornon”. Avrebbe provenienza italiana la fornitura di germogli di trigonella, meglio nota come fieno greco, di mostarda e di rucola che si pensa possa aver dato origine al focolaio di Escherichia Coli nel sud-ovest della Francia.

L’importazione sarebbe avvenuta tramite una società del Regno Unito, la Thompson & Morgan, ma dati alla mano l’origine delle merci si sarebbe dimostrato essere nostrana. È lo stesso Parra a smorzare parzialmente i toni con alcune considerazioni riguardo l’effettiva pericolosità dei germogli acquistati:

“Il modo in cui vengono coltivati può cambiare tutto dipende anche dall’acqua che viene utilizzata per innaffiarli, forse l’acqua aveva un problema”.

Germogli venduti sani, ma alterati da acqua locale contaminata, questa l’ipotesi. Nel frattempo i contagiati nella regione francese salgono a circa dieci, tre dei quali ricoverati nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Bordeaux in regime di dialisi. Questo mentre nella sola Germania il numero di morti, secondo le stime del Robert Koch Institute, arriva a toccare i 46. Nota positiva rappresentata dal numero delle nuove infezioni, in netto calo rispetto alle due settimane precedenti.