Come ogni anno è stata stilata la classifica dei migliori ristoranti del mondo, “The 50 best restaurant of the world”, organizzata da San Pellegrino e Acqua Panna, che ha assegnato lo scettro della cucina a Rene Redzepi, chef del ristorante Noma di Copenaghen per la terza volta consecutiva.

Uno chef giovane, Redzepi ha 35 anni, che ha scalzato dall’Olimpo della cucina tutta la concorrenza, ma che, comunque, mantiene alto il nome della cucina europea, protagonista, anche quest’anno, del gran gala di premiazione che si è tenuto a Londra.

Una giuria di 837 esperti del settore, tra ristorati, chef e critici di cucina, hanno decretato il successo della cucina del Nord Europa, lasciando nella top 50 della cucina solo tre ristoranti italiani: Le Calandre di Max Alajmo (32° posto), Il Canto di Siena, dello chef Paolo Lopriore (46°posto, sette in meno della scorsa edizione) e “La Francescana” di Massimo Bottura, che si piazza in quinta posizione.

Stupisce la mancanza di nomi celebri italiani nei posti alti della classifica: Cracco, di Carlo Cracco si ferma in 55° posizione e Combal 0 di Davide Scambin arriva solo al 59° posto.

Una sconfitta italiana che perde la sua supremazia culinaria ma che, si spera, sia solo un invito agli chef e agli addetti del settore per fare nuovi investimenti e per dare nuovo spazio alla creatività.