Ha preso il via alle ore 20 in tutte le maggiori piazze italiane #ItalianRevolution, il movimento nato in rete con l’obiettivo di riunire i giovani in sostegno dei loro coetanei spagnoli che, coordinati comitato promotore “Democracia Real YA“, stanno assediando dal 15 maggio in maniera del tutto pacifica le città iberiche per fare fronte comune contro il sistema politico in crisi, la corruzione e l’annoso problema del precariato.

Dal nord al sud del Paese, in molti si sono dati appuntamento tramite Facebook e Twitter, sfruttando la capacità dei social network di tagliare notevolmente i tempi organizzativi della protesta. E se a Roma i ragazzi hanno dato voce al malcontento attraverso un flashmob creato a hoc, a differenza di quanto accaduto a Madrid dove i presenti si sono fatti sentire a suon di slogan e cartelloni, a Milano i manifestanti si sono ritrovati a dover condividere Piazza del Duomo con un incontro organizzato dalla diocesi del capoluogo lombardo, precedentemente organizzato, a cui ha partecipato anche il cardinale Dionigi Tettamanzi.

Galleria di immagini: #italianrevolution

Secondo le foto e i commenti raccolti a caldo, non sono però bastati i ripetuti appelli che nei due giorni scorsi sono rimbalzati nella rete, raccogliendo le adesioni di molti che all’ultimo momento hanno preferito non unirsi fisicamente alla manifestazione. Scarse dunque le presenze in piazza, nonostante la grande quantità di cittadini spagnoli presenti sul territorio italiano che si sono radunati per dare man forte ai manifestanti.

Infatti, già alle 21,30 in molti hanno iniziato ad abbandonare alla spicciolata i luoghi di ritrovo, lasciando ai più motivati l’onere di portare avanti la protesta. Niente di fatto ma solo per questa volta; per il Web la rivoluzione italiana è stata solo rimandata.