L’acquisto di un parquet di tipo “flottante”, che non ha bisogno di collanti per la posa in opera, è soggetto ad Iva ordinaria e non a quella agevolata.

Il motivo: non essendo un bene finito, proprio per le sue caratteristiche intrinseche, ovvero per il fatto di non aver bisogno di collanti per la sua messa in posa, non può usufruire dell’Iva agevolata al 10%, ma di quella dei normali materiali di rivestimento, in quanto tale considerato.

La risoluzione n.71/E dell’Agenzia delle Entrate del 25 giugno precisa che l’intervento per la posa in opera del parquet in esame, ipotizzabile come “pavimento verso l’esterno”, può fruire della detrazione del 55% per il risparmio energetico, a condizione che abbia i requisiti di “trasmittanza termica” previsti dall’allegato B al decreto del ministro per lo Sviluppo economico dell’11 marzo 2008.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che si definiscono “beni finiti” quelli che, dopo l’utilizzo nell’intervento di recupero, non perdono la loro funzionalità, come ad esempio gli ascensori, gli infissi, i sanitari, ecc… Il parquet flottante, invece, anche se può essere montato senza l’uso di collanti, una volta smontato, non è un bene dotato di una propria funzionalità. Pertanto, la vendita di un pavimento in parquet flottante è soggetta ad Iva ordinaria e non a Iva agevolata al 10 %.

Inoltre, per quanto riguarda un intervento di ristrutturazione edilizia e il rifacimento della pavimentazione, l’Agenzia chiarisce che il beneficio fiscale per coperture e pavimenti spetta solo se vengono rispettati i requisiti di trasmittanza termica, ovvero se si tratta di pavimenti verso locali non riscaldati o verso l’esterno. In tal caso possono beneficiare della detrazione del 55% per risparmio energetico.