Forte di tre candidature agli Oscar 2017, Jackie di Pablo Larrain arriva finalmente nei cinema in Italia dopo aver conquistato il pubblico del Festival di Venezia (vincendo il premio per la migliore sceneggiatura) e quello del Festival di Toronto (premio Platform 2016). A interpretare la First Lady Jacqueline Kennedy Onassis, nella tragica settimana seguita al 22 novembre del 1963, una bravissima Natalie Portman (nominata come miglior attrice).

È lei a indossare i celeberrimi tailleur Chanel (compreso quello rosa che, sporco di sangue, rimarrà nella storia), gli abiti da sera di Oleg Cassini, le sciarpe di seta di Hermes, l’alta gioielleria di Tiffany, che la costumista Madeline Fontaine ha riprodotto fedelmente (tanto da conquistare una meritatissima candidatura agli Academy Awards, per cui dovrà però vedersela con le altrettanto fantastiche creazioni realizzate da Consolata Boyle per “Florence”).

Chi era Jackie Kennedy? Larrain la descrive come una donna dalle molte facce: vanitosa (lo dice lei stessa più volte nel film), abbastanza cinica nel privato quanto falsamente ingenua nel pubblico. Una donna di potere sempre attenta a curare la sua immagine (Gucci le ha dedicato anche la sua celebre borsa Jackie), consapevole di essere tradita. Un ritratto appassionato e appassionante, da vedere per l’accuratezza della ricostruzione storica (che si avvale di un’intervista realmente rilasciata dalla First Lady e di svariate immagini di repertorio) e per il racconto struggente di una perdita.

Jackie: trama

Jacqueline Lee Bouvier, da poco vedova Kennedy, decide di raccontare a un giornalista la sua verità sull’assassinio e sul funerale del presidente, ucciso a Dallas il 22 novembre 1963. Attraverso le sue parole, si ripercorrono così i sette giorni seguiti all’assassinio di Kennedy. Jackie, a 34 anni, terza First Lady più giovane a entrare alla Casa Bianca, è diventata subito un’icona di stile, un modello da imitare per il suo gusto nella moda, negli arredi e nelle arti. La morte del marito manda in pezzi in un attimo il suo mondo e ancora sotto choc e sconvolta dal dolore è costretta a consolare i suoi figli, abbandonare la Casa Bianca e organizzare le esequie di Kennedy. Comprende subito, però, che quell’unica settimana a sua disposizione sarebbe stata fondamentale per costruire la leggenda di Kennedy e il suo ricordo.

Jackie: cast

Natalie Portman, Oscar nel 2011 per la sua interpretazione ne “Il cigno nero”, regala al pubblico una prova d’attrice intensa e di grande spessore, fatta di sfumature, grande tragedia e immensa dignità. “Era davvero una pazzia, ma l’idea di essere diretta da un regista speciale come Pablo mi ha convinta; preparando il personaggio ed ascoltando i nastri delle sue conversazioni, ho capito la sua importanza e riconsiderato la sua umanità“, aveva dichiarato l’attrice a Venezia.

Accanto a lei, una serie di attori impegnati in ottime performance, da Peter Sarsgaard, un Bobby Kennedy compresso tra i doveri istituzionali e il dolore fraterno, a Greta Gerwing, l’inseparabile Nancy, aiutante e collaboratrice impagabile della First Lady, fino a Billy Crudup, il giornalista a cui Jackie racconta la sua verità da consegnare ai posteri.

Sta a Pablo Larrain, giovane regista cileno a cui si deve anche “Neruda” con Gael Garcia Bernal, altrettanto acclamato dalla critica a Cannes, nel 2016, portare sul grande schermo il ritratto ambiguo e affascinante di Jackie. “Tutti conosciamo la storia dell’assassinio di JFK. Ma cosa succede se spostiamo la nostra attenzione su di lei? Come saranno stati i giorni successivi per lei, annegata nel dolore, con i figli lontani e gli occhi di tutto il mondo puntati addosso? Jackie era una regina senza corona, che perse in un colpo solo trono e marito”, ha spiegato il regista.

Nomination anche per Mica Levi, cantautrice e compositrice britannica conosciuta con lo pseudonimo di Micachu, che confeziona una colonna sonora forte di una potente orchestra capace di sottolineare l’aspetto più melanconico e intimo della First Lady.

Galleria di immagini: Jackie con Natalie Portman, le foto

Jackie: recensione

Fedele fino a sembrare un documentario, per l’accuratezza dei costumi, delle ricostruzioni degli ambienti, delle inquadrature divenuti ormai patrimonio dell’immaginario collettivo, Jackie ha il grande merito di servirsi del ritratto celeberrimo della vedova Kennedy per raccontare anche altro. Non c’è nulla di agiografico in questa narrazione intensa, a volte straziante, quanto piuttosto il desiderio di riflettere sulla fede, sulla morte, sulla storia e sui suoi protagonisti. La prima volta che le telecamere entrarono nelle stanze della Casa Bianca per descrivere i cambiamenti apportati dai giovani Kennedy gli americani, e il mondo intero con loro, poterono per la prima volta soddisfare il loro desiderio di sapere che gli abitanti, al di là di detenere il potere e di comandare la loro nazione, erano anche degli esseri umani, con problemi, gioie e sofferenze. Con la sua famosa intervista rilasciata una settimana dopo l’omicidio a Dallas, a Theodore H. White (chiamata “Camelot Interview“), Jackie, umana e tragica come un’eroina classica, consegna ai posteri il mito di suo marito e trasforma se stessa in un’icona. “A volte penso che sarebbe stato meglio facessi la commessa o la stenografa e sposassi un uomo pigro e brutto“, confessa in uno splendido dialogo con un prete (interpretato da un bravissimo John Hurt, da poco scomparso). Il destino ha voluto per lei diversamente.

Jackie: trailer e uscita

Jackie, distribuito in Italia da Lucky Red, uscirà nelle sale il 23 febbraio.