Dopo essere stato arrestato a Teheran lo scorso marzo per aver girato un film sulle manifestazioni anti-regime dell’Onda Verde, il regista Jafar Panahi è uscito lo scorso maggio dalla prigione, ma non ha mancato occasione per ribadire ancora una volta il suo pensiero riguardo la pena di morte e la difficile condizione della donna in alcuni paesi.

Il regista iraniano, che è atteso alla Mostra del Cinema di Venezia dove dovrebbe presentare un suo corto, lo ha fatto durante una telefonata effettuata direttamente da Teheran, da dove ha parlato per la prima volta dopo la scarcerazione.

Nell’attesa di capire se domani potrà partire alla volta di Venezia, per cui ancora è in attesa di ricevere dalle autorità iraniane il visto per lasciare il paese, Panahi ha riaffermato con forza la propria ferma condanna per la pena di morte, tornando senza mezze misure alla vicenda di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna condannata alla lapidazione per adulterio che tanto ha fatto discutere in Occidente e non solo. A tal proposito, le parole che il regista ha rilasciato a La Repubblica sono chiare:

Non posso condividere condanne di questo genere. Sono contrario a ogni uccisione, anche di fronte alla peggiore colpa. […] Non so valutare il reale risultato di questa solidarietà sulle autorità. Sono contrario a ogni uccisione. Non si può uccidere nessuno. Spero che condanne così pesanti siano riviste.

Parlando della sua situazione e del visto per lasciare l’Iran che ancora manca, il regista, ancora in attesa di avere il suo processo, ha risposto:

Io non voglio uscire dall’Iran per non tornarci. Amo vivere in Iran e fare qui i film perché prendo ispirazione dalla mia gente. Tra un mese saprò se devo tornare in prigione o se sarò libero: ma se non potrò fare il mio lavoro per me non c’è differenza tra l’andare in prigione o restare fuori.

Parole di chi crede con decisione nelle proprie convinzioni pur vivendo in un contesto assai difficile, tanto che non sono state poche le stelle del cinema schieratesi a favore di Panahi nella vicenda relativa alla sua detenzione.

Il mondo del cinema rimane quindi in attesa di vedere se il regista potrà essere presente all’attesa Mostra del Cinema di Venezia, che si potrà seguire ampiamente in diretta televisiva su Rai4, canale gratuito presente in chiaro sul digitale terrestre e in forma criptata sul satellite, all’interno della piattaforma TivùSat.