La Ubisoft conquisterà le sale americane il 28 maggio 2010 con uno dei suoi titoli storici, Prince of Persia: The Sands of Time. No, non vi siete persi per sbaglio l’ascesa di una nuova major, la Ubisoft è una casa di produzione, sì, ma di videogame.

Tutti gli appassionati se lo stavano aspettando e quando la Disney ha preso in mano le redini del progetto, l’intera comunità di videogiocatori è esplosa in una roboante ovazione. La prima versione del celebre arcade risale al 1989 e la storia è sempre stata la stessa, anche nelle versioni successive: il giovane e atletico principe senza nome corre attraverso i pericoli di sotterranei pieni di nemici da fare a fette per salvare la bella principessa, catturata dal perfido visir. Nel corso del tempo la grafica è migliorata, le potenzialità e la giocabilità delle versioni per le console di ultima generazione non conoscono limiti e chiunque, almeno una volta, ha sognato di potersi arrampicare come fa lui, il principe senza nome. Ma a farlo davvero è stato Jake Gyllenhaal.

Le riprese del film, effettuate presso i Pinewood Studios di Londra, sono ormai giunte al termine e si prevede un lavoro di post-produzione davvero estenuante.

La sceneggiatura si allontana parecchio dalla trama del videogame. Tutta la vicenda ruota intorno al “Pugnale del Tempo”, un oggetto magico in grado di trasportare il suo possessore nel passato. Inutile dire che ci sarà chi vorrà sottrarre al principe (che per l’occasione ha finalmente un nome, Dastan) il suo prezioso arnese. Intanto la guerra imperversa e Dastan dovrà assicurarsi che la sua stirpe e il suo regno perdurino. Al comando della produzione c’è quel folle genio di Jerry Bruckheimer, che dopo il successo della trilogia dei Pirati dei Caraibi sembra seriamente intenzionato a non sbagliarne una. E lo scambio tra cinema e videogame rischia di essere ancora molto prolifico. Che il film riporti lo stesso sottotitolo del primo episodio della serie videoludica fa sentire puzza di trilogia.

Jake Gyllenhaal interpretare il bello e tormentato Dastan e devo dire che quando ho saputo che aveva accettato la parte non ci potevo credere. Nel cast compaiono anche Ben Kingsley, nel ruolo dell’astuto Nazim, e Alfred Molina, che veste i panni dello Sceicco Amar. Mentre alla regia sta lavorando il “potteriano” Mike Newell.

La domanda che ci avrebbe afflitto fino a dieci anni fa sarebbe stata: quanti allenamenti dovrà fare il povero Jake per imitare le rocambolesche acrobazie del principe di Persia, i salti, le passeggiate sui muri e le arrampicate ad altezze vertiginose? La risposta, oggi come allora, è la stessa: suderà un sacco e userà una bella controfigura! Alla faccia della motion capture che aveva già permesso al corpulento Ray Winstone di prendere le sembianze dell’atletico Beowulf di Zemeckis senza dover fare altro che infilarsi una tutina aderente. Roba che al mutaforme Robert De Niro avrebbe forse fatto comodo. Ad ogni modo il dispiegamento di forze in campo è di tutto rispetto: 130 milioni di dollari.