James Cameron, ad oggi il regista cinematografico di maggior successo di tutti i tempi, è cresciuto in Canada vicino alle cascate del Niagara. Dopo essersi trasferito con l’intera famiglia in America inizierà a lavorare come operaio. In seguito frequenterà la facoltà d’ingegneria, ma non terminerà il percorso scolastico, preferendo un matrimonio e un lavoro come camionista agli studi.

Il primo cortometraggio “Xenogenesis” gli procurerà un lavoro da scenografo per Roger Corman, in seguito confesserà che la passione per il cinema è nata dopo aver visto il film di Kubrick “2001 Odissea nello spazio”, quando aveva solo quattordici anni. Una delle svolte più importanti della sua vita arriverà attraverso un sogno, grazie al quale si inventerà lo scheletro metallico che gli fornirà lo spunto per girare “Terminator” (1984), il film che gli costerà sei milioni di dollari e ne incasserà 80.

Grazie all’enorme successo avuto, gli verrà affidata la regia di “Aliens – Scontro finale” (1986), che ha il merito assoluto di essere uno dei migliori sequel mai realizzati. Con un altro seguito, “Terminator 2” (1991), sbalordirà tutti con degli effetti speciali straordinari, già precedentemente sperimentati in un altro suo film: “The Abyss” (1989), dove gran parte delle riprese furono realizzate in acqua.

Successivamente, nel 1994 Cameron, spiazza tutti dirigendo una commedia piena di azione che avrà nuovamente come protagonista Schwarzennegger: “True Liess”. Ma l’anno che Cameron non potrà sicuramente dimenticare è il 1997, quando grazie a “Titanic“, si aggiudicherà ben 11 Oscar fra i quali quello per il miglior film e la miglior regia. E proprio durante quella premiazione James Cameron pronunciò fuori quelle parole che ancora oggi sembrano risuonare come una sfida:

Sono il re del mondo.

Titanic” nel mondo ha incassato complessivamente 1.837.340.000 di dollari, incasso che rappresenta ancora oggi il migliore di tutti i tempi. Negli anni successivi il regista canadese continuò la sua sperimentazione con delle cineprese specializzate per le riprese in tre dimensioni, grazie alle quali realizzerà due documentari: “Ghost of the abyss” (2003) e “Aliens of the deep” (2005). Macchinari e sperimentazioni che hanno contribuito alla realizzazione delle tecniche, che hanno consentito la produzione della sua ultima sfida chiamata “Avatar“.