L’Academy in più di un’occasione ha generato parecchie perplessità fra candidature e assegnazione degli Oscar, ma quest’anno tutto sembra essere andato come doveva, per quanto riguarda i tre maggiori premi assegnati c’è davvero poco da obiettare. La scelta di premiare il film di Kathryn Bigelow “The Hurt Locker”, sia per la migliore regia che come miglior film, sembra davvero meritata.

Stesso discorso va fatto per la bellissima interpretazione avuta da Jeff Bridges nel suo ultimo film “Crazy Heart”, che ha consentito all’attore americano di vincere il suo primo meritatissimo Oscar dopo ben cinque candidature. Jeff Bridges è senza dubbio uno degli attori più importanti del ventennio che parte dai primi anni ’70 sino alla fine degli anni ’80. Basta elencare alcune delle sue più importanti interpretazioni di quegli anni per dimostrarlo, senza esagerare selezioneremo solo due titoli più rappresentativi per ogni decade.

Titoli come “L’ultimo spettacolo” diretto dal grande Peter Bogdanovich, film che sintetizza in modo magistrale la fine di un periodo storico ben preciso e del famoso sogno americano, oppure “I cancelli del cielo” di Michael Cimino, pellicola che costò addirittura il fallimento della casa di produzione United Artists, nonostante il film sia oggi considerato uno dei capolavori di quel periodo, e che attualmente è un titolo che potremmo definire introvabile.

Passado ad analizzare la seconda decade, gli anni ’80 non possono prescindere da film come “Starman“, diretto da un maestro del genere horror come John Carpenter, dove troviamo una delle migliori interpretazioni in assoluto di Jeff Bridges nei panni di uno stralunato alieno, mentre nel 1989 esce il duro e malinconico film diretto da Steve Kloves “I favolosi Baker” con una magnifica e altera Michelle Pfeiffer.

E come si può dimenticare il personaggio che lo ha reso indimenticabile agli occhi di mezzo mondo, parliamo di Drugo dei fratelli Coen, nel film che forse meglio lo caratterizza “Il grande Lebowski”. Proprio dopo la collaborazione con i Coen l’attore americano inizierà ad accettare sempre parti meno appariscenti, ritagliandosi piccoli spazi all’interno di produzioni minori. Forse proprio per la volontà di riuscire appena ne fosse capitata l’occasione, di ritagliarsi un ruolo maggiormente adatto alle proprie esigente di attore.

Ruolo che sembra essere giunto alla soglia dei suoi 60 anni, dove nel suo ultimo “Crazy Heart” interpreta un immaginario cantante country sul viale del tramonto. Regista della pellicola l’esordiente Scott Cooper, riuscito nell’impresa di realizzare in soli 24 giorni di lavorazione e con sette milioni di dollari.