Un po’ pretenzioso partire con un nuovo programma che si prefigge di entrare nei nostri pensieri per plasmarli. Eppure, è in questo modo che si è presentato Jekyll, il nuovo approfondimento di Italia 1, di cui vi abbiamo informato ieri, ricalcato sulle strutture narrative già ampiamente utilizzate da quel canale con Studio Aperto e Lucignolo.

La cosa che colpisce più allo stomaco è che Jekyll si presenta come bastian contrario per definizione, decostruendo tutto ciò che il politicamente corretto impedirebbe perfino di pensare: a partire da Vladimir Luxuria che compostamente dialoga con Simona Ventura a “Quelli che”, su quella stessa lingua di gommapiuma che aveva visto nei mesi scorsi apparire la piemontese giornalista sportiva un po’ in disordine. Luxuria interagiva anche con un imitatore di Lapo Elkann, facendo esclamare alla voce narrante di Jekyll:

Si tratta di un gioco di maschere. Lui (Luxuria, ndr), mascherato da donna, si confronta con il comico mascherato da Lapo Elkann.

Ma non è tutto, Jekyll ha messo alla sbarra anche il programma di Gerry Scotti “Io canto“, che ha portato sul palco due giovani bravissimi tenori. A volte, la televisione sbaglia nell’eccessivo sfoggio di ragazzi, ma Jeckyll ha messo sullo stesso piano l’impegno affrontato da questi tenori, nello studio del canto, alla pratica barbarica dell’evirazione per ottenere voci bianche.

E Massimo Giletti viene tacciato di utilizzare la stessa tintura di Pippo Baudo e la Littizzetto di dare vita a un brutto momento di televisione solo perché aveva messo alla berlina Morgan per essere andato a “Porta a porta”. Un atteggiamento di avviso della comica conformista, mentre lui è solito “interpretare” il Jim Morrison della situazione. Dice la Littizzetto:

Jim Morrison non è mica mai andato a Porta a porta!

Invece, secondo Jekyll, un bel momento di TV è stato il salotto domenicale della D’Urso dove la famiglia Scattarella, con tanto di nipotino biondo, si è riunita dopo mesi di permanenza di Massimo nella casa di Cinecittà; il tutto dopo che il palestrato barese aveva raccontato con toni piuttosto maschilisti e razzisti un aneddoto non nuovo a chi segue il Grande Fratello: un rapporto sessuale consumato nel bagno di un magazzino con una donna delle pulizie.

Alla fine di Jekyll appare quasi impossibile la premessa che abbiamo ascoltato a inizio trasmissione:

Voi penserete a ciò che dico io.

Come dare dello stupido allo spettatore. Eppure, già nell’Ottocento, lo scrittore Mark Twain aveva capito tutto: non esistono libri partigiani, ogni lettore sa farsi una propria idea. E così, per estensione ogni telespettatore.