John Lennon scompariva a New York 31 anni fa. L’anniversario non è di quelli importanti, con la cifra tonda, ma data l’importanza di Lennon nella cultura della musica e della pace vale sempre la pena ricordare un personaggio di tale portata. Di lui restano celebri anche i bed in, ossia le manifestazioni a letto, in cui con la compagna di vita Yoko Ono protestavano contro la guerra in Vietnam.

Proprio oggi, a Strawberry Field, il memorial dedicato a John Lennon a Central Park che prende il nome da una celeberrima canzone dei Beatles, centinaia di persone si sono riunite per ricordare il musicista in segno di speranza e di pace.

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John Lennon fu freddato da un colpo di pistola esploso da un esaltato, Mark Chapman, che riteneva che il cantante avesse ormai tradito gli ideali della loro generazione, e in particolare, da fervente cristiano, si sentiva offeso dalle dichiarazioni di Lennon nelle canzoni come “Imagine”, in cui affermava che sarebbe bello un mondo senza religioni.

John Lennon è stato più che un musicista un’icona per molte generazioni. All’inizio la sua carriera fu con i Beatles: i pezzi venivano firmati in coppia con Paul McCartney per contratto, anche se è facilmente riconoscibile quali canzoni fossero dell’uno o dell’altro. Lennon ebbe anche una discreta carriera da solista: tra i pezzi più belli vanno ricordati “How do you sleep?”, un’invettiva contro Paul McCartney, “Working class hero”, “Happy Xmas (war is over)”, “Jealous guy”, “Give peace a chance”.

Amatissimo dal regista e sceneggiatore John Hughes, che era solito inserire in ogni suo film una canzone di Lennon o dei Beatles per farla cantare ai suoi personaggi, uno dei baronetti di Liverpool viene citato in molte pellicole, canzoni, opere di ogni genere. Si ricorda “Forrest Gump”, il cui protagonista lo incontra in un celebre talk show statunitense.

Lennon, in una delle sue citazioni, affermava:

«Quando ero un Beatle, pensavo che fossimo il miglior gruppo in questo dannato mondo. E crederci ci ha resi quello che eravamo! Io sono cresciuto. Non credo più alle figure paterne, come Dio, Kennedy o Hitler. Non sono più alla ricerca di un guru. Non sto più cercando niente. Non c’è ricerca, non c’è una strada da imboccare, non c’è niente. Le cose stanno così. Probabilmente continueremo a scrivere musica per sempre.»

Fonte: John Lennon.