Oggi uscirà al cinema l’attesissimo film “Alice in Wonderland” diretto da Tim Burton, con protagonisti Johnny Depp, Mia Wasikowska, Helena Bonham Carter e Anne Hathaway.

Eclettico e camaleontico, l’attore americano Johnny Depp continua a stupire e ad affascinare il suo pubblico interpretando mille personaggi diversi.

In una recente intervista a TeenHollywood l’attore Johnny Depp ha raccontato il suo cappellaio matto, uno dei personaggi del film fantastico “Alice in Wonderland”.

Quando è stata la prima volta che ti sei imbattuto con il libro “Alice in Wonderland” e come ti ha influenzato?

Johnny Depp: “Ricordo vagamente, dovevo avere cinque anni quando ho letto il libro. La cosa che colpisce di più di questo libro sono i personaggi, che sono così ben descritti fin nei particolari. Anche chi non ha mai letto la storia conosce comunque i suoi personaggi. Ironicamente avevo letto appena un anno prima che Tim mi chiamasse sia “Alice in Wonderland” che “Through the Looking Glass”. Quello che più mi ha colpito erano quei strani e buffi personaggi che continuavano a fare domande a cui nessuno poteva rispondere”.

Come è stato interpretare il cappellaio matto?

Johnny Depp: “È stata una bella sfida perché non si trattava semplicemente di farlo rimbalzare come una palla in una stanza vuota, ma dargli anche un certo spessore e storia”.

C’è anche un aspetto tragico del personaggio che non avevamo mai visto prima…

Johnny Depp: “Si affronta il vero dilemma del cappellaio matto, si spiega da dove viene il modo di dire “matto come un cappellaio”. L’ammontare di mercurio usato nella colla per fare il cappello lo ha danneggiato fortemente. Vedendolo da questa prospettiva è un ragazzo che ha ricevuto un grave danno. È danneggiato fisicamente. Lui è emotivamente anche un po’ ottuso. Esploreremo tutti i lati della sua personalità, anche a livello estremo”.

C’è mai stato un momento durante la tua carriera in cui ti sei sentito “Depp nel Paese delle Meraviglie?

Johnny Depp: “Il mio intero percorso artistico, fin dal primo giorno è stato abbastanza surreale. Sono ancora sotto shock se penso che faccio questo lavoro. Penso che sia stato e che sia un vero “Paese delle meraviglie”. Sono stato molto fortunato”.

Traduzione a cura di Anastasia Mazzia