Guardando le immagini diffuse in Rete, Julia Gnuse sembra una ragazza minuta e timida. Ha uno sguardo malinconico e, al tempo stesso, soddisfatto e che mai lascerebbe intendere che lei, proprio lei, sia una donna completamente ricoperta da disegni. Tatuaggi sarebbe più appropriato.

Julia è californiana e proprio in America è stata soprannominata “The illustrade woman” quando le hanno assegnato il Guiness dei Primati come donna più tatuata del mondo.

Il suo corpo, infatti, è ricoperto al 95 per cento dall’inchiostro dei tatuaggi, che raffigurano i suoi personaggi preferiti dei cartoons e delle jungle scenes.

Dalle gambe alla pancia, dal collo alla testa il suo corpo è divenuto col tempo una tela su cui dipingere volti, espressioni e colori.

Sembrerebbe un capriccio il suo, o il frutto di un carattere un po’ eccentrico. Scoprendo qualcosa di più sulla sua storia, però, ci accorgiamo che Julia è una ragazza che soffre di una rara malattia, la porfiria.

Tale patologia della pelle provoca vesciche e cicatrici quando il tessuto viene esposto alla luce del sole e, il più delle volte, costringe chi ne soffre a vivere segregato in luoghi scuri e bui.

Julia ha notato, però, che i primi tatuaggi non avevano il potere di prevenire l’insorgere della malattia ma che, quantomeno, potevano coprirne le cicatrici. Fu così che decise di tatuare tutta la superficie del corpo.

Ecco le sue parole:

Prima ho dipinto le gambe, poi ho scoperto che il metodo funzionava e ho finito per tatuarmi l’intero corpo. Finalmente ho ricominciato a vivere.