Palla di lardo, volgare e quasi pornografica. Così è stata definita la top model Kate Upton da un sito pro anoressia lo scorso 10 giugno. Secondo l’autore del pezzo la bella modella è rea di non essere “eccessivamente magra”.

Kate ha deciso di rispondere attraverso le pagine del Sun dichiarando: Non ho intenzione di morire di fame solo per essere magra. Voglio godermi la vita e non posso farlo se sono affamata e triste.

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Una società sempre più allo sbando che non riesce a distinguere ed apprezzare fisicità sane diverse dagli stereotipi. Un linguaggio morboso, ossessivo, dove se non sei come gli altri ti vorrebbero sei subito preso di mira e deriso. Negli anni sono stati numerosi i personaggi dello spettacolo che si sono dovuti “giustificare” per la loro fisicità.

In una società in cui la donna a livello mediatico è rappresentata dal photoshop, una smagliatura è già orrore, un rotolino in più un sacrilegio e una ruga l’inizio della fine. No signori, non è così. Le donne sono anche tutto questo, perché nella realtà photoshop non esiste. E laddove le icone di bellezza sono pelle e ossa, avere una 42 è già un crimine. Questa è follia.

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